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STORIE E RACCONTI EROTICI

VIETATI AI  MINORI DI 18 ANNI

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L’AMORE PERVERSO

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VIETATO AI MINORI DI 18 ANNI.

 

L’AMORE PERVERSO

 

Note:

“La passione della lussuria sarà servita; essa pretende, essa partecipa attivamente, essa tiranneggia.”

Marchese de Sade.

 

 

 

CAP. 8 IL GIOCO CON ALBERTO

 

 

Alcuni giorni dopo, Alberto le disse:

“Amore, conosco un locale riservato, un club, che è frequentato solo da una stretta cerchia di persone e tutte per bene, potremmo andarci una di queste sere”

Intuendo dove volesse arrivare, Daniela gli chiese “Che tipo di locale è questo club?  Come quello dell’altra volta? “

“No… Un posto dove si ci diverte tranquillamente e si possono anche fare giochi di coppia ed anche altamente erotici” disse.

“Lo sapevo! Sai che non mi piacciono ...te le raccomando le persone per bene che frequentano questi tipi di locali! “rispose.

“Guarda che in questi giochi non c'è niente di obbligatorio. Se a una persona non va di fare alcune cose, non le fa” precisò Alberto.

“Ma non so!” rispose Daniela diffidente “Immagino che locale sia!”

“Ne abbiamo parlato…” disse lui” … abbiamo fatto una intesa”

“Sì, lo so! Comunque anche se c'è questa intesa a me certe cose non piacciono lo stesso, posso dirlo almeno?” puntualizzò.

“Certo che puoi dirlo!... Va bè! Come vuoi!” aggiunse Alberto infastidito.

Vedendolo pensieroso lei continuò:

“Ho detto che non mi piacciono. No che non possiamo andare in questo locale se ti fa piacere, e poi lo hai detto anche tu, è un gioco, e se una non vuole non fa niente. Giusto?”

“Giusto!” rispose Alberto.

“E quando vorresti andare?”

“Giovedì sera “risponde lui.

“Guarda Alberto!... L'importante è che non ci sia gente che conosco o che mi conosce, sai la mia posizione qual è!” precisò lei con puntiglio ancora una volta.

“Stai tranquillo amore, sono il primo a non volere mettere nei guai la donna che amo. Ti guarderai attorno e se vedi qualcuno che conosci, lo dirai e c'è ne andremo via subito”

“D'accordo!” rispose lei soddisfatta.

 

La sera di giovedì, fecero una cena frugale a base di pietanze fredde, poi Daniela su sollecitazione di Alberto andò in bagno a prepararsi.

Quando uscì fuori era nuda e bellissima, profumata di una essenza buona e dolciastra, molto femminile che entrava nelle narici e stordiva tanto era intensa.

I capelli biondi raccolti sulla nuca la facevano apparire come una vera signora, li aveva fermati con mollette di strass brillanti che le lasciavano scoperto completamente il collo mostrandolo sensuale agli sguardi, assieme ai due orecchini pendenti sui lobi che accentuavano ancora di più il trucco pesante degli ombretti neri e del rossetto rosso fuoco che lui le aveva consigliato di mettere.

Daniela si vergognava a truccarsi e vestirsi in quel modo, ma le piaceva anche, l'attraeva trasgredire su sé stessa, sul suo corpo rendendolo diverso dal solito al limite dell’indecenza, era un piacere inconscio.

Alberto le girò intorno scrutandola, la prese per un braccio e sfiorandolo arrivando alla mano ammirò le unghie laccate di rosso.

Lei fu presa da un turbamento nel trovarsi in quella situazione, si sentì circondata da quell'atmosfera che l'avvolse infrangendo il suo perbenismo. Lui continuò, accarezzandole con leggerezza la mammella destra.

Un senso fugace di eccitazione le percorse interamente la pelle e fu ancora più intensa quando le accarezzò il sedere nudo.

Dietro di lei Alberto l'ammirava e annusava, pensando che presto sarebbe stata di nuovo esibita nuda in mezzo alla gente con la regia del suo amico dottore.

Daniela era irriconoscibile, quella trasformazione e l'eccitazione la facevano sentire ancor più bella e desiderabile.

“Metti una camicetta scollata e aperta da far intravvedere il seno, metti la gonna ma senza mutandine e calza gli stivali” le disse Alberto aggiungendo “Può non succedere niente, così come fare qualche piccolo gioco”

Lei ubbidì, infervorata e presa da una eccitazione strana e indefinibile senza sapere cosa le aspettasse realmente.

“Sei bellissima!” le sussurrò Alberto quando uscirono.

“Questa sera voglio vedere nei tuoi occhi quanto mi ami” le mormorò all’orecchio “Non devi mai smettere di pensarmi e guardarmi. Voglio i tuoi occhi sempre nei miei, qualsiasi cosa succeda. Devo leggere che sei mia, che sei felice. Nei miei ci sarà scritto che sono tuo, che sono orgoglioso e soddisfatto di te, che ti amo sempre. Non dimenticarlo!”

Daniela era lusingata da quelle parole, erano dure, ma piene di desiderio e amore.

“Sbrigati che dobbiamo passare a prendere il dottore!” esclamò Alberto.

“Come? ...Viene anche lui?!” domandò sorpresa.

“Si! Mi ha chiesto se può venire con noi, ma stai tranquilla. Lui non farà niente, si siederà e osserverà soltanto”

“E cosa dovrebbe osservare?” chiese Daniela diffidente “Hai mica in mente qualcosa? Se è così ti conviene dirmelo subito. Sai che non mi piacciono questo tipo di sorprese”

“Niente di tutto questo. Guarderemo qualche spettacolo e se poi ci verrà intenzione di giocare, anche noi lo faremo, se no niente!”

“Noi! Intendi me e te?”

“Certo!” rispose lui sorridendo “Potremmo essere io e te a fare l'amore”

Daniela sorrise “Be! Questo è diverso allora! Ma ci sarebbe gente che guarda?”

“Non so dipende, forse il Dottore “disse Alberto.

“Sai che non mi piace quell'essere, tanto meno che mi veda fare l'amore con il mio uomo” replicò Daniela.

“Ma stai tranquilla, non è detto che faremo qualcosa, vedremo. Su! Ora andiamo, non voglio farlo aspettare”

“Oddio....non vuole farlo aspettare!!” ripeté sarcastica Daniela.

Partirono in auto e dopo aver fatto il giro di alcuni solati arrivarono davanti ad un ristorante dove, sul marciapiede, li stava aspettando un uomo elegante con una giacca di lino chiaro e  un cappello panama beige ed in mano un elegante bastone da passeggio. Era lui il dottore.

Si fermarono, lui salì in auto dietro loro e partirono.

“Che buon profumo che ha stasera dottoressa!” esclamò” È inebriante come lei!”

Alberto sorrise e Daniela rispose con un freddo grazie.

Arrivarono al club, posteggiarono e scesero dall'auto, e si diressero verso una porta nera del tutto anonima che uno dei buttafuori riconoscendo il dottore e Alberto, la aprì e li fece entrare.

Quando fu dentro, Daniela restò colpita dall’ambiente e dalla atmosfera in cui era entrata. Luci rosse soffuse che tagliavano il buio creavano un’atmosfera erotica e candele d'incenso spargevano un profumo denso nell'aria.  XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX

Al centro di un grande spazio, che fin già a prima vista era un palcoscenico, c'era una sedia con i braccioli, foderata con tessuto rosso imbottito per renderlo soffice, ed era illuminata da un fascio di luce. Intorno c’erano dei divanetti e delle poltroncine con coppie in atteggiamento molto intimo che si scambiavano effusioni il cui scopo finale sarebbe stato il fare sesso. A Daniela parvero atteggiamenti spinti.

“Che posto!” pensò” Ma me lo immaginavo...” ma non finì la frase che il braccio del dottore la avvolse per la vita e la spinse a entrare.

“Su venga dottoressa!” mormorò.

“Ho paura!” bisbigliò Daniela avvicinandosi ad Alberto vedendo quella sedia vuota, come se avesse un presentimento.

“A cosa serve?” gli chiese.

“Non ti preoccupare amore!... Ricorda sempre le mie parole, ciò che ti ho detto e che ora ti ripeto. Io sarò sempre incollato al tuo sguardo! Sono tuo lo sai! “Le sussurrò tra la musica di sottofondo, nella penombra e il profumo d'incenso che sembrava stordirla.

Senza dire niente il Dottore la prese per mano, la tirò e l'accompagnò direttamente al centro della sala e gli sguardi erano tutti rivolti a lei come se la aspettassero. La fece sedere su quella sedia che tanto la intimoriva e si mise dietro di lei sotto il fascio di luce.

Daniela non riusciva a vedere chi c'era intorno a sé abbagliata dalla luce che nascondeva i volti dei presenti nella penombra.

Le mani del dottore scorrendo sulle braccia si portarono dietro la schiena di Daniela. Subito lei

sentì altre mani più grosse e forti di quelle del dottore e delle corde che le fermarono le braccia, legandole dietro all’altezza della schiena. In quel momento Daniela si è sentita intimorita e presa da una sensazione che poteva essere panico perché non capiva e non vedeva il suo Alberto.

Quelle sensazioni si dissolsero per effetto della voce del dottore che disse-

“Tranquilla Dottoressa, ora si divertirà vedrà!” e dicendo così, si avviò andando a sedersi verso un divanetto di fronte a lei allontanandosi dal fascio di luce sparendo nella penombra per

osservarla.

Daniela era intimorita non sapendo che cosa le poteva accadere. Cercava nella semioscurità intorno a lei lo sguardo di Alberto ma non lo incontrava ma sapeva che c'era.

“Fissami sempre! Il tuo sguardo sarà sempre con il mio “ si ricordò e pensò “Forse è dietro me! Lui mi ama e mai mi lascerebbe sola. Lui è così!” giustificandolo dentro di lei per le sue voglie perverse.

” Mi ama e io ne sono innamorata. Sa portarmi in cielo e farmi vedere il baratro sotto e per questo accetto la sua guida e le sue voglie. Mi fa impazzire. Mi è entrato nella testa e nel sangue non ne posso fare a meno. Ed ora, in questo momento, siamo alti e sotto c’è il vuoto e lui deve essere qui vicino...non può lasciarmi!”

Aveva capito dallo sguardo del suo uomo, quando uscirono da casa e da quello del dottore quando lo fecero salire in macchina, che sarebbe stata una serata strana, di quelle in cui poteva succedere di tutto ed ora era pronta seppur intimorita.

All'improvviso un altro fascio di luce illuminò un’altra sedia vuota posta di fronte a poca distanza da dov'era seduta lei e vicino c'era Alberto. Lei lo guardò ed ebbe un fremito di gioia nel vederlo. Nella mente le passò il pensiero che lui c'era!

In quel momento erano due i fasci di luce che illuminavamo la pista, uno dedicato a lei e l'altro poco distante per la sedia di fronte.

Daniela si guardava intensamente con Alberto seppur avesse timore a trovarsi su quella sedia sotto quella luce ma gli occhi di Alberto, i suoi gesti, l’attenzione e la tenerezza del suo sguardo, la rassicuravano. Guardandogli le labbra vide che si muovevano per dirle :“Ti amo!”

Ciò servì a calmare la sua agitazione.

Quando il suo uomo si accomodò nella sedia di fronte, Daniela vide che una ragazza bellissima, molto più giovane di lei, si portò al suo fianco e lui l'abbracciò in vita.

Un brivido di gelosia percorse il cuore e la pelle di Daniela” Che mai strano gioco sarà questo? E perché quella giovane ragazza è vicino a lui?... E perché l’abbraccia?” si chiese turbata ma lo avrebbe capito in seguito.

Come le era successo il giorno in cui aveva preso servizio in banca dove lavorava, Daniela era agitata, eccitata, e non riusciva ad immaginare cosa sarebbe successo dopo.

Osservava Alberto con quella ragazza al suo fianco sotto la melodia di quella musica lenta, che gli slacciava e gli levava la camicia facendo la stessa cosa con la maglietta intima.

Lui era molto arrendevole ai gesti della giovane e guardava Daniela intensamente.

Daniela vide la lingua della giovane posarsi sulla pelle e scorrere sul collo, sulle le spalle, sul torace ed anche baciarlo e leccarlo, mentre la mano di Alberto, sotto la gonna, le accarezzava le cosce.

Daniela era esterrefatta nel vedere il suo amore accarezzare la ragazza mentre lei lo guardava. Era gelosa e lui lo sapeva e continuava a fissarla come un segno di sfida, mentre gli occhi le dicevano di non preoccuparsi e di lasciarsi andare anche lei.

Daniela inoltre osservava le mani di lui che, tirata su la gonna, con lei a gambe divaricate, scostavano le mutandine e si vedevano le dita entrare nella figa.

Daniela era turbata, voleva essere al suo posto, tra le dita e le labbra del suo uomo. Era gelosa.

Non avrebbe voluto vedere, avrebbe voluto interrompere tutto, ma sapeva che non poteva farlo.

Conosceva bene le mani del suo Alberto e le sue dita e sapeva come erano capaci di penetrare nella figa in modo dolce e violento nello stesso momento. Aveva il ricordo delle sue labbra vaginali bagnate dai suoi umori quando entrava in lei e la esplorava.

Presa dal panico e dalla gelosia, cercò di liberarsi ed alzarsi.

In quel momento, da dietro due braccia la trattennero.

Lei ebbe un sussulto e vide all'improvviso davanti a sé un uomo uscito dalla penombra, molto muscoloso, completamente calvo, con indosso soltanto uno slip, che la fissava negli occhi. Quella persona si mise in ginocchio davanti a lei aprendole le gambe per guardarle la figa pelosa sotto la gonna, tenendola ferma sulla sedia.

Sentì le mani sulle cosce ed arrivare fino alla figa, senza toccarla.

Intanto la ragazza, che si dava d fare con Alberto, si mise in ginocchio tra le gambe di lui per accarezzare la forma del pene eretto sotto i pantaloni. Era evidente che era eccitata e anche lui lo era, Daniela si chiedeva se l’eccitazione fosse dovuta al vedere lei con quell'uomo che l'accarezzava o per quella ragazza che accarezzava lui.

“Dio!! Ti odio e ti amo!” pensava eccitata con fremiti piacevoli che gli percorrevano la schiena.

La ragazza si spogliò e cominciò a slacciare la cintura dei pantaloni per poi sbottonarli e tirarli giù assieme allo slip facendolo con il sedere alzare un po’ dalla sedia fino a toglierli.

Daniela non si poteva muovere essendo impedita, ma solo osservare.

Alberto piegato di lato, baciava il seno nudo della ragazza e intanto guardava Daniela facendole scorrere la lingua sui giovani capezzoli con un movimento lento.

Daniela lo osservava salire con la lingua, che riteneva sua, incontrare il capezzolo turgido della giovane, girarci intorno e prenderlo tra le labbra e succhiarlo. Era come se sentisse su di sé quelle labbra, come il capezzolo se fosse suo, tanto erano i fremiti che provava nell'osservare.

A quella ragazza Alberto stava facendo esattamente quello che sapeva piacere tanto a lei, succhiargli i capezzoli come ad allattarsi.

Vedere Alberto con un’altra era peggio che subire su sé stessa quegli atti libidinosi.

” Forse sarebbe meglio se un uomo lo facesse a me, piuttosto che vedere lui che lo fa ad un’altra donna” pensava.

In un misto di eccitazione e gelosia, per empatia o traslazione, sentiva i brividi sul suo seno e i suoi capezzoli diventare durissimi senza che quello sconosciuto ai suoi piedi li toccasse.

Di riflesso, viveva su di lei quelle emozione e sensazioni piacevoli che provava la ragazza, come se Alberto lo facesse a lei. Era qualcosa di sconvolgente, non aveva mai provato una eccitazione così cerebrale, carica di adrenalina.

“Vorrei che fosse qui da me! Che me li leccasse mordesse, stringesse, che mi prendesse i capezzoli tra le dita e li baciasse” pensava Daniela scoprendo ona forte gelosia per il suo uomo.

All'improvviso, sentì qualcosa che la distolse dai suoi pensieri, era una mano che si stava infilando nella camicetta e che la stava sbottonando per poi scoprirle il seno tirandolo fuori accarezzarle e sfiorare i capezzoli e le grosse mammelle mature e gonfie.

Come accorgendosi improvvisamente della condizione in cui si trovava, notò che nella penombra tutti guardavano lei e non Alberto con quella ragazza e che quell'uomo accucciato davanti a lei, alzatosi, si era posizionato alle sue spalle.

Lo sconosciuto era da un po' che la osservava, da quando era no entrato e ma ora la fissava libidinosamente, toccandola e mostrandole la sua eccitazione premere dentro lo slip.

Quell’uomo si stava toccando con le mani e la invitava a guardarlo.

Le vennero in mente le parole di Alberto su quello che poteva accadere e incrociò lo sguardo di Alberto dopo aver incontrato quello della ragazza, mentre lo sconosciuto continuava a toccarle le tette a stringerle e accarezzarle facendole provare fremiti di piacere.

Lo sconosciuto si piegò su di lei e sentì la sua lingua posarsi sul collo che lo leccò con desiderio.

Poi si mise davanti a lei coprendole per qualche secondo la visuale di Alberto con la ragazza.

Gli occhi del suo uomo la fissavano e nei due c’era desiderio e voglia di possederla.

Sapeva che Alberto era consapevole dell’accordo fatto a casa prima di uscire in cui avevano stabilito di guardarsi negli occhi per qualsiasi cosa fosse successa.

Lo sconosciuto con uno strano sguardo lussurioso riuscì a distrarre l’attenzione di Daniela su Alberto. Si chinò davanti a lei per arrivare al suo seno con la bocca e da sopra la testa, Daniela vedeva di nuovo Alberto, il suo uomo, con la ragazza ed anche il suo sguardo serio osservarla muovendo le labbra verso lei. Vide i suoi occhi libidinosi scrutarla, le sue labbra muoversi per dire soltanto con il labiale “Ti amo!” mentre lo sconosciuto era sui capezzoli a succhiarli così come Alberto faceva con la ragazza.

A quella situazione e visione, un’onda di calore le arrivò al ventre e sulla figa, dandole piacere e soddisfazione di quello che stava accadendo, con il suo uomo di fronte che faceva lo stesso con un’altra femmina.

Lo sconosciuto le prese il capezzolo tra le dita, sentì la sua pressione delle dita sempre più forte fino a farla gridare. Daniela ebbe un gemito di dolore e piacere mentre sentiva la lingua calda scorrere sulla sua mammella grossa e pallida.

Vide e sentì le mani stringere le mammelle e avvicinarle ma non poteva guardarle perché quell'uomo si era piegato sopra ma le piaceva sentire la sua lingua passare da un capezzolo all'altro poiché li aveva messi vicini stringendoli uno contro l’altro, tentando di leccarli contemporaneamente.

Intanto la ragazza con Alberto aveva il cazzo in bocca, lungo e duro, e lo succhiava continuando a masturbarlo.

Daniela vedeva il corpo di Alberto contrarsi dal piacere mentre lui la osservava, lei temeva che la gelosia si trasformasse in piacere e non voleva, aveva paura di restare prigioniera di quelle sensazioni perverse. Anche il desiderio la faceva fremere sotto lo sguardo di Alberto e si lasciò andare al piacere datole da un altro mentre il suo amato la osservava godendo con una ragazza.

Era una situazione perversa, depravante, ma piacevole ed erotica.

Alberto appoggiava le mani sulla testa della ragazza che aveva la sua grossa cappella in bocca dandole il ritmo avanti e indietro.

Daniela osservando la ragazza, era come se sapesse cosa provasse la giovane nel farle il pompino, immaginava il cazzo del suo amato gonfiarsi nella bocca di quella ragazza come accadeva con lei quando li faceva facendolo diventare duro e arrivando fino alla gola e le mani di lui stringerle la testa e accompagnarla nei movimenti ed anche quei secondi di fermo per farlo sentire bene in bocca. Alberto sapeva cosa provava lei.

Lui guardava sorridendo, leggendo nel volto di Daniela la gelosia mista al piacere perverso come il suo che la sua donna iniziava a conoscere.

Ad un certo punto mentre era avvolta dai pensieri e dal piacere, la donna si sentì prendere la testa e sentì la cappella calda e turgida dello sconosciuto sfiorarle le labbra.

Osservando Alberto, Daniela si era dimenticata di lui che era lì con il cazzo duro fuori dallo slip appoggiato sulle sue labbra.

Lei provava disgusto solo ad averlo vicino ma fu portata alla realtà da un perentorio “Apri! Fammi entrare!” esclamato l’uomo.

Non era una richiesta ma un comando.

“Lo farò lo stesso anche se tu non vuoi” mormorò.

Lei guardò ancora Alberto godente con quella ragazza, mentre lo sconosciuto era in piedi davanti a lei in attesa.

La ragazza inginocchiata sul pavimento tra le gambe di Alberto lo stava leccando e succhiando, ogni tanto si alzava n piedi, facendosi dare qualche bacio o leccata sulla figa, glabra e senza un pelo, che la faceva apparire ancora più giovane.

Daniela vedeva la lingua di quella ragazza passare sui capezzoli di Alberto e poi scendere sulla sua asta infilarsi la sua cappella in bocca ed esplorarla. Poi si alzò portandosi davanti al viso mentre lui, a testa bassa, si guardava il cazzo così duro e lungo sembrare esplodere.

“Se Alberto alzasse la testa si troverebbe la figa di quella ragazza a portata della sua lingua”

Pensò Daniela.

Caso volle che la sollevò proprio nello stesso momento in cui lo pensava e baciò la figa, come faceva sempre con Daniela prima di iniziare a leccarla.

Daniela intanto era eccitata da quella scena e da quello che subiva dallo sconosciuto, umida tra le cosce, sentiva il calore nel suo ventre arrivare e scorrere nella pelvi. Osservava Alberto guardarla e sorriderle ma tornare poi a leccare la figa della giovane ragazza.

Per entrambe era una tortura e un piacere insieme alla visione e le sensazioni che provavano.

Lo sconosciuto vicino a lei, vedendola osservare Alberto, sorrise aspettando che facesse le stesse cose della ragazza e Alberto la voleva vedere mentre succhiava il cazzo ad un altro uomo.

Daniela sentì le mani dello sconosciuto posarsi sulla sua testa e spingere il glande duro e caldo tra le sue labbra ed entrare.

Lei, come esaltata, iniziò a leccarlo e succhiarlo nella sua bocca come faceva la ragazza con Alberto, pensando di essere lei a farlo mentre lui guardava. Era una sorta di competizione inconscia quella di fare vedere al suo uomo che anche lei era brava a praticare il rapporto orale e vinse il disgusto.

Sentì il cazzo dello sconosciuto cominciare a muoversi nella sua bocca, gonfiarsi di più e lei iniziò a fargli un pompino.

Le sue labbra le avvolsero la calda cappella sentendo pulsare in bocca e l’eccitazione crescere, e girandosi appena con la coda dell'occhio il suo uomo in ginocchio dietro la ragazza accarezzandole le natiche poiché si era messa carponi sul pavimento.

Alberto lesse nel pensiero la sua donna, il suo desiderio mentre succhiava il cazzo dello sconosciuto.

D’altra parte lei intuiva che Alberto voleva penetrare da dietro quella ragazza, lo vedeva, lo sapeva, lo conosceva ... era il suo uomo.

La gelosia la prese, non avrebbe voluto che chiavasse un’altra più giovane di lei, ma nello stesso tempo provava eccitazione e piacere nel vederli.

Aveva paura che quella ragazza desse a lui più piacere di lei e glielo portasse via. Vide il suo amore avvicinarsi alla giovane con il sedere sodo e appoggiarle le mani sopra, accarezzarle le natiche e il solco intergluteo con l’asta dura e lunga che oscillava dietro.

Sentiva che l'avrebbe scopata.

Mentre Daniela era avvolta da questi pensieri e dalla sua perversa gelosia, lo sconosciuto tirò fuori il sesso dalla sua bocca facendolo oscillare nell'aria mostrandolo duro grosso. Daniela sentì delle mani dietro lei slegarle le corde e si sentì libera ma non di fuggire, soltanto per essere presa e girata di peso per inginocchiarsi sulla sedia, voltata, appoggiando le mani sullo schienale. Lo sconosciuto fece girare la sedia in modo che potesse guardare verso Alberto e gli occhi di Daniela averlo di fronte affinché vedesse quello che lui faceva, mentre lo sconosciuto faceva lo stesso a lei.

Gli atti che vedeva fare da Alberto alla ragazza, le provava su di lei fatti da quell'uomo. L'unico legame che li accomunava era il loro sguardo fisso continuo, in una trasposizione di sensazioni e emozioni.

Lei, direttrice di banca, Si sentì divaricare le gambe al limite della possibilità della sedia mantenendo il bel sedere alto e proteso in fuori all'altezza giusta con il solco in mezzo ai glutei morbidi e a vista. Sentì infilare dentro la figa prima uno e poi un altro dito dallo sconosciuto, sciacquettare tra i suoi umori vaginali, avvertire la grossa cappella del suo cazzo rigido sfregare sul solco tra i glutei per poi scendere, strisciando sul perineo, nella fessura tra le labbra vaginali, infine appoggiarsi e premere, penetrando tra il mormorio della gente e il sussultare sulla sedia inarcando la schiena.

Il primo colpo fu potente e brutale per farlo entrare fino in fondo, per farlo bagnare bene dei suoi umori e poi entrare ed uscire per iniziare e continuare la chiavata. Lei sentì che l’uomo rallentò il ritmo ma dare colpi profondi al che sussultò inginocchiata nella sedia. Le mani dello sconosciuto, da dietro si portano sulle sue appoggiate allo schienale, il torace maschile, sudato e peloso, appoggiarsi aderente sulla schiena e con colpi secchi e profondi, la chiavò davanti a tutti i presenti. iniziò a chiavarla davanti a tutti, ai molti sguardi degli avventori del club e del suo uomo Alberto che la osservava possedere da quell’uomo nudo e completamente calvo.

La stava chiavando alla pecorina inginocchiata sulla sedia.

Guardando di fronte a lei, in quella posizione animalesca, Daniela vide il cazzo di Alberto eretto e pronto per penetrare la ragazza, anch'essa alla pecorina inginocchiata come lei sulla sedia. Leggermente di traverso, lo vide appoggiare sulle natiche e dare una spinta per entrare in lei.

Daniela era eccitata da quella scena che vedeva, sembrava lei riflessa in uno specchio con Alberto, provando lei stessa con quell'uomo quelle sensazioni che la ragazza provava con lui.

Vide la ragazza inarcarsi e alzare la testa nel momento che lo sentì entrare, il suo corpo si irrigidì quando fu dentro e le giovani mani afferrare fortemente, come lei, lo schienale della sedia. Fu un attimo e anche Daniela, muovendo il capo, gemendo di piacere, la guardò negli occhi come faceva con Alberto.   

Quel modo di possedere ed essere posseduta era tutto molto perverso e trasgressivo, non solo fisicamente, ma lo era anche psicologicamente, sembrava quasi virtuale. Mai avrebbe pensato che fosse così tanto eccitante il farsi chiavare da uno sconosciuto inginocchiata su una sedia osservando Alberto farlo ad un’altra e provare piacere e godimento nel ricevere e nel guardare.

Si vergognava ad essere lì, posseduta sotto lo sguardo della gente e soprattutto del suo amato,

mentre lui faceva lo stesso con un’altra, per di più giovane e bella, guardandosi però sempre negli occhi.

Socchiuse le palpebre dalla vergogna e dall'umiliazione, osservandoli, pareva che i suoi sguardi fossero lampi, aprendo e chiudendo gli occhi.

Lo sconosciuto iniziò a muoversi sempre più velocemente iniziando a farla godere stando dietro di lei inginocchiata sulla sedia, coprendola con il suo corpo come se fosse una cagna da montare, leccandole il collo con la lingua calda e insalivata. Era lei che in quei momenti lo voleva… lo desiderava.

Era una scena eccitante vederla godere in quel modo, inginocchiata, penetrata da dietro osservando Alberto che chiavava l’altra.

Daniela non era più gelosa di lui perché godeva. L’uomo la penetrava con brutalità e capacità, sentiva il suo cazzo toccare l'utero, battere sopra la cervice in quella posizione strana, quasi da non riuscendo a respirare.

Sentiva solo il bisbiglio della voce del suo calvo amante “Ti piace ehh!! Sento che godi, ti si legge in faccia, se ne accorgono tutti. Sei una troia anche tu come tutte le signore che frequentano questo circolo!” bisbigliò avvicinandosi all'orecchio.

Lei continuava a guardare Alberto penetrare la ragazza con colpi violenti e pieni di rabbia, era come se fosse in tutte e due corpi nello stesso momento, si sentiva in lei e nella ragazza come se si vedesse in uno specchio con Alberto e nella realtà chiavasse con un altro.

Pur essendo gelosa e anche se quel gioco l'aveva voluto lui e lei lo aveva accettato, non riusciva a trattenere il piacere lasciandosi andare al godimento, gemendo con quello sconosciuto, davanti ad un pubblico depravato, inginocchiata su una sedia con il sedere in fuori. Era in preda a un piacere intenso, doppio, nel vedere e nel provare ad essere chiavata alla pecorina.

Sentì ancora bisbigliare “Anche il tuo Alberto ... guarda come gode a chiavare la ragazzina e come gode lei ad essere chiavata da lui!” mentre con il torace peloso e sudato si sfregava e si muoveva nell'amplesso sulla schiena, pallida e profumata.

Li vedeva socchiudendo gli occhi, godevano tutte e due, come in quel momento godeva la ragazza.

Lo sconosciuto continuò sempre più veloce e più in fondo fino a farla muovere staccandola dalla sedia e facendola dondolare in avanti assieme al suo ritmo vigoroso, al limite del traballante, finché sentì tutti i muscoli irrigidirsi nell’ultimo sforzo del piacere per l'arrivo dell'orgasmo.

L’uomo teneva le mani di Daniela bloccate appoggiate, riportate allo schienale e strette forte mentre il cazzo in quella posizione con il glande le accarezzava l'utero che sentiva nella pancia ed era più grosso e lungo di quello di Alberto. Era il terzo uomo in vita sua che la possedeva dopo il suo ex marito e Alberto.

“Aaaaaaahhhhhhhhh!!!!!!!!!”

Gemette e si lasciò andare fino agli ultimi spasmi, mentre sentiva la vagina contrarsi ripetutamente dal piacere e lubrificarsi di umori per il godimento. Stava arrivando l'orgasmo.

Sentendosi piena della carne del cazzo e continuando a godere ed avere dei piccoli orgasmi a ripetizione, si mise a gemere, fremere e scuotersi tutta in modo incontrollato.

“Aahhhhhhhh!!!!!…mmmmmhhhhhh!!!!!!!!…Ssssssssiiiiiiiiii!!!!!!!”

L'orgasmo fu forte e violento e lo sentirono tutti nella sala, anche Alberto che la guardava godere e gemere di quell'uomo.

Nel mentre Daniela seppur persa nel suo orgasmo, sentiva la giovane ragazza gridare anch’essa di piacere come lei, ansimare quasi all'unisono sotto i colpi del suo uomo, violenti, rabbiosi e maschili.

Avrebbe voluto immaginarlo furioso di gelosia perché lei era lì posseduta da un altro e ne godeva, ma sapeva che Alberto non provava quei sentimenti, tutt'altro gioiva a vederla godere con quello sconosciuto.

La ragazza come se obbedisse ad un ordine alzò la testa, si sporse in avanti e iniziò a venire, scuotendo anche lei il suo corpo giovane e perfetto, mentre Daniela, nell’estasi, osservava la lingua di Alberto leccarle il collo e la schiena e ritmicamente muoversi ai suoi colpi dondolando avanti e indietro.

Daniela continuava a sentire il torace peloso e sudato dell’uomo su di lei, sfregare la sua schiena pallida. A lei non erano mai piaciuti gli uomini pelosi, gli facevano ribrezzo, ma questo la faceva godere e dimenticare anche le sue preferenze e i suoi gusti. Avvertì le mani di quel maschio passare ai fianchi, tenerla ferma mentre si scuoteva tutta, non lasciandola libera di sfogare il piacere ed esternarlo ma facendolo esplodere dentro di lei.

Sentiva il suo corpo caldo e i colpi dentro lei e per reazione i suoi spasmi vaginali di piacere che sembravano non finire mai.

Di fronte vedeva il suo amore Alberto penetrare la ragazza allo stesso ritmo con cui quell'uomo penetrava lei.

Era una cosa incredibile, stravolgente. Con l'immaginazione era come se il cazzo di Alberto si fosse sdoppiato e nello stesso momento riuscisse a chiavare tutte e due. Sentiva anche lei il suo desiderio, la sua rabbia in quei colpi che dava alla ragazza.

I loro occhi ora erano fissi gli uni negli altri e il loro desiderio al massimo.

Anche Alberto eccitato sentiva che avrebbe voluto chiavare anche Daniela, penetrarla al posto della ragazza ma senza violenza e rabbia, con dolcezza.

I suoi movimenti sempre più veloci dominavano la ragazza che ormai era sottomessa, come Daniela lo era diventata di quell’uomo.

Stava per venire anche Alberto. Il giovane corpo della ragazza si inarcò avvicinando i lunghi capelli neri al suo viso spingendo indietro il sedere per farlo entrare di più in lei.

Alberto si lasciò andare al piacere godendo anche lui sulle natiche giovani e sode di quella ragazza.

Mentre Daniela osservava il seme del suo amato uscire nello stesso istante in cui lo sconosciuto eiaculava sul suo sedere.

“Ora esco!” esclamò lui, tirandolo fuori mentre le sue mani erano ancora su di lei e non volevano lasciarla andare.

“Ora esco! “ripeté” ma ti sborro sul culo e tu devi spalmartelo con la mano”

A quelle parole, Daniela guardò ancora un attimo gli occhi del suo uomo.

“Hai sentito?” chiese lo sconosciuto tirandolo fuori sborrando con getti potenti del suo seme caldo inondando le natiche.

Daniela non rispose, era estasiata da quegli spruzzi caldi ma non ubbidì allo sconosciuto che, vedendo la sua inerzia, prendendole il polso di sua iniziativa, le staccò con energia una mano dallo schienale della sedia, la portò dietro sul suo gluteo e la appoggiò con forza sulla sua sborra, iniziando a muoverla e ruotarla, facendo in modo che si spalmasse dappertutto lo sperma.

 

Era tutto finito, un lungo applauso sovrastò la musica e li avvolse.

Daniela piena di vergogna venne lasciata inginocchiata con il sedere in fuori sulla sedia e lo sconosciuto scomparve senza dire nulla Lei si levò dalla sedia e si tirò giù la gonna.

Tra le gambe era umida per lo sperma di lui spalmato sulla natica.

Anche Alberto si alzò e la ragazza sparì dopo averle dato un bacio, allontanandosi.

Sia Alberto che Daniela erano sudati entrambi, ansimanti. Lui si avvicinò e baciò sulla bocca la sua fidanzata unendo le lingue in un bacio appassionato tra un nuovo battimano degli spettatori.

Era l'inizio del loro “Amore Perverso. “

“Sei mia, amore…” Le sussurrò.

Si vestirono dietro un separé dove li raggiunse il Dottore che si complimentò con Daniela.

“Lei è uno spettacolo sublime dottoressa, altamente erotico. Non capita spesso di vedere una bella signora borghese come lei inginocchiata sulla sedia che viene presa come una cagna da un giovane maschio. Complimenti!” ripeté.

 

Si salutarono e si avviarono in auto a casa. Nel tragitto Daniela era silenziosa.

“Allora ti è piaciuto? “chiese Alberto.

“Chi era quella ragazza!” Domandò invece di rispondere.

“Non sarai mica gelosa?” continuò Alberto.

“No! È solo curiosità, comunque anche se lo fossi?”

“Tra noi non dobbiamo essere più gelosi amore mio. Io l’ho fatto con una ragazza e tu con un altro mentre ci guardavamo chiavare e godere. È stato bellissimo e non dobbiamo essere gelosi.

Anche tu hai goduto con lui. Si vedeva e sentiva anche se eravamo un po’ distanti”

“Stupido!” esclamò Daniela continuando” Non mi hai risposto! Chi era quella ragazza?”

“Era una del locale, un entraîneuse che si è prestata per l’occasione.”

“Una prostituta vorrai dire?

“Chiamala come vuoi, in fin dei conti lo siamo un po' tutti anche te!” precisò.

“E il mio partner chi era?” chiese lei.

“Un cameriere!” rispose Alberto, guidando.

“Un cameriere? Pensavo che fosse almeno il proprietario” replicò Daniela ridendo.

“Qui non c'è un proprietario, ci sono solo soci e lo siamo tutti. C'è il presidente, ma è stato meglio che non fosse lui perché è vecchio e brutto” precisò.

“Ma almeno siamo sicuri che non ci hanno fotografato?” domandò lei ancora una volta preoccupata.

“Stai tranquilla. Questo è un club molto riservato come le persone che lo frequentano. Non se ne fanno niente delle foto” chiarì Alberto aggiungendo” Loro preferiscono vedere dal vivo. L'altra volta il dottore te le aveva fatte per indurti a ritornare”

“Indurmi? Faresti meglio a dire ricattarmi!” esclamò lei.

“Pensala come vuoi, Come vuoi, ma è stata una sua necessità che ora ha distrutto. Ma non parliamo di queste cose. Dimmi piuttosto se ti è piaciuto?”

“Oddio! Non è il tipo di rapporto che prediligo, ma l’ho fatto per piacere a te”

“Danielaaa!“ esclamò sorridendo lui “Ti è piaciuto?”

“Si! Mi è piaciuto!” fu la risposta, sorridendo” Ma mi sento sporca e piena di vergogna”

“Capita la prima volta, ma tu l'hai fatto con me non con quello sconosciuto, ricordalo” Disse Alberto per tranquillizzarla” Era come se io lo avessi fatto con te e non con quella ragazza!”

Questo mentalmente rassicurava Daniela che si era convinta aveva vissuto la trasposizione di pensare e convincersi che era Alberto a possederla e non quell'uomo sconosciuto.

“Meno male!” penso lui” Non fa scenate! Sta metabolizzando il nuovo ruolo. Se ne accorgerà in seguito cosa dovrà fare!”

 

Giunsero a casa, si spogliarono e si fecero la doccia abbracciandosi e baciandosi, poi andarono a letto e si addormentarono come se per Daniela niente fosse accaduto e l'indomani sarebbe stato un nuovo giorno.

 

 

 

 

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