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STORIE E RACCONTI EROTICI
VIETATI AI MINORI DI 18 ANNI
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L’AMORE PERVERSO

VIETATO AI MINORI DI 18 ANNI.
b- L'amore perverso. Cap 03 La dichiarazione d'amore.
Note:
“L'amor che move il sole e l'altre stelle”
Div. Com. (Paradiso XXXIII,145)
Cap. 3 LA DICHIARAZIONE D’AMORE
Arrivata all'auto, Alberto era in piedi appoggiato alla portiera che l'aspettava, lei lo salutò con un sorriso alzando la mano e muovendo le dita e lui galantemente osservandola stupefatto per il suo look elegante, come un uomo di altri tempi gliela prese tra la sua, la strinse e le aprì la portiera facendola accomodare, gustando il suo profumo intenso e inebriante che spandeva attorno a sé. Poi girando intorno alla vettura ritorno al volante.
“Sei bellissima stasera! Uno splendore!” Esclamò guardandola appena fu dentro l’abitacolo.” Mi ritengo un uomo fortunato Daniela che hai accettato il mio invito.”
“Grazie!” Rispose lei sorridendo con un tocco di civetteria.
“Dove mi porti?” Chiese.
“In un luogo degno della tua bellezza!” Rispose Alberto sorridendo.
Daniela dentro di sé era felicissima, da come la guardava capiva di piacergli molto e si prospettava una bella serata piena di mistero.
“Spero che ti piacerà!” Esclamò Alberto avviando il motore.
Daniela sorrise e non rispose, era già contenta di essere con Alberto sarebbe stata felice anche se l'avesse portata in pizzeria ... gli bastava essere con lui.
Alberto avviò l'auto e chiacchierando del più e del meno e di cose futili arrivarono in un luogo
tranquillo, tra gli alberi, con un ampio parcheggio ghiaioso.
Posteggiarono la macchina ed entrarono, il locale era tranquillo e signorile.
Il cameriere gli andò incontro, lasciarono le giacche nel guardaroba e li accompagnò al loro
tavolino.
Si sedettero al tavolo prenotato e dopo i sorrisi di circostanza, ordinarono la cena, mentre continuavano a chiacchierare guardandosi negli occhi, come una coppia affiatata.
Il ristorante aveva una luce soffusa, romantica adatta agli innamorati, e altre coppie ai tavoli cenavano.
Dopo qualche antipasto fugace e un primo delizioso, il cameriere gli servì un filetto di cernia.
Alberto la guardava e sorrideva, pensava a lei, a Daniela ora davanti a lui che faceva le fuse come una gatta innamorata.
Quella donna così altera e superba che tutti in città sognavano e desideravano senza che lei si
concedesse a nessuno, al punto da far mormorare che non le piacessero più gli uomini e che fosse diventata lesbica era davanti a lui, a sua disposizione in una cena intima. Altri più volgari e cattivi dicevano che dopo il divorzio era diventata una figa fredda, un tipo di donna che non godeva, perché solitaria, arrogante e non dava confidenza a nessuno, ma ad Alberto non interessava cosa dicessero gli altri.
“Ma io!” Pensava Alberto cenando: “Io… ci sto riuscendo! “
Lui non l'amava, non era innamorato di lei, le piaceva come donna, le piaceva la sua inaccessibilità, la sua altezzosità e arroganza e soprattutto che era il sogno segreto di molti uomini, una donna irraggiungibile, ed era questo che lo eccitava di lei, il volerla cambiare, trasformare, farla diventare una donna qualunque.
Cenando la scrutava nel fondo degli occhi come se già ci fosse un’intesa tra loro, come se l’aver accettato l'invito era l'assenso per conquistarla, il permesso per sedurla e impossessarsi di lei, della sua mente e del suo corpo, non sapendo che lei non aspettava altro che essere avvinta da lui.
Lei Seduta su una sedia di stoffa color salmone, osservava curiosa il locale, guardando le coppie sedute vicino che cenavano, di cui alcune innamorate.
“Bello questo posto! Mi piace!” Esclamò Daniela:” Non c'ero mai stata.”
“Spero di farti conoscere tante altre belle cose e posti nuovi.” Rispose lui.
E mentre lei curiosa girava lo sguardo nel locale, lui le parlava della villa dove era cresciuto, in mezzo ad un bosco, del suo pastore tedesco e della cagnetta bastarda che aveva e del contadino che accudiva la casa, un certo Dolfo.
Mentre parlava la sua voce era ferma, ma la sua mano sul tavolo ebbe un tremito e lei lo avvertì. Lo sentì come un fremito verso di lei.
Daniela davanti a quelle parole sussurrate con un filo di fiato, quasi sottovoce che avevano lo
stesso gusto piacevole del pasto, pensò a quello che dopo si aspettava, a quella percezione
sensuale che nell’aria tutti e due respiravano.
Alberto la guardava in viso, negli occhi, osservava la bocca aprirsi e chiudersi nel far uscire le parole e far entrare il cibo, scrutava e labbra colorate quando portava il calice su di esse per sorseggiare il vino e come le muoveva quando beveva ... da amante perfetta.
Ammirava le sue mani scattanti, curate e levigate da creme, con la pelle liscia e le dita lunghe e sottili ricche di anelli brillanti, belle, fini e pallide da signora borghese, che delicate sorreggevano il calice con il vino come ad accarezzarlo, come se fosse una sua mammella e lei che la sostenesse con il palmo della mano. La contemplava nell’atteggiarsi e nel muoverle con leggerezza come una piuma, vedendole Alberto trasformarsi di volta in volta secondo il discorso e la movenza. Con la mano larga e le dita divaricate, con le unghie lunghe e colorate da sembrare un ventaglio dipinto oppure a seconda delle emozioni e del momento a dita piegate come se fosso un artiglio. Le dita si presentavano agili, flessibile e flessuose, capaci di trasmettere messaggi di amicizia o inimicizia, anche se era molto raffinata e delicata nei gesti e nell’atteggiarsi.
I discorsi si fecero più intimi complice la contentezza e l'allegria, Daniela gli parlò ancora di lei, di sua figlia e di sua madre. Mentre lui ascoltava attento tutto quello che diceva.
Poi d'improvviso lei dopo aver sorseggiato il vino e tamponate le labbra con il tovagliolo esclamò: “Allora, a cosa devo questa bellissima cenetta romantica?”
“Ci deve essere per forza un motivo?” Rispose Alberto ridendo.
“No, ma ho la sensazione che ci sia qualcosa sotto, sbaglio?”
“No, non sbaglia!” Rispose lui serio.
Alberto voleva conquistarla a tutti i costi per i suoi scopi infimi, non sapendo che praticamente c'era già riuscito. Ci sapeva fare, era un bastardo in certe cose quando si ci metteva e continuava a parlare, dicendole frasi romantiche, recitando anche sussurrando una poesia che conosceva a memoria:” Nei tuoi occhi chiari vedo intatti fondali marini, dove sfociano fiumi di vita che attraversano i miei sogni e ci vedo la mia anima!”
“Oh Diooo!” Esclamò Daniela sorridendo imbarazzata:” Sembra una dichiarazione d'amore!”
“Lo è!” Rispose pronto Alberto allungando il braccio sul tavolo spostandosi in avanti verso lei,
prendendole la mano nella sua e fissandola dritta negli occhi.
Annunciandole:” Mi ero preparato tutto un discorso, ma adesso non sto capendo più nulla, quindi arrivo subito al dunque.” Dichiarò stringendole più forte la sua mano.
Daniela lo guardava con occhi dolci da gatta innamorata, senza dire nulla. Era diventata rossa in viso, dentro di sé era felice e balbettò a bassa voce: “Oddio, non dirmi che...”
Tremava come una foglia, intuiva cosa volesse dirle, ma ne aveva timore.
“Ti amo Daniela!... Dal primo momento che ti ho vista ti ho desiderata!” Dichiarò serio con la voce ferma ma carica di sensualità Alberto.
Poi come pentendosi di quello che aveva appena detto, con la faccia dispiaciuta lasciò la sua mano ed esclamò:” Scusami!... Ho corso troppo e ho esagerato a esternare i miei sentimenti. Sono stato impulsivo. Non avrei dovuto dire queste parole. Perdonami! Comunque continuerò per sempre ad avere i tuoi occhi dentro la mia anima!”
Frasi ad effetto che la colpirono.
Lei sorrise. Si sentì naufragare in quelle parole e nei suoi occhi di ghiaccio.
Dietro quel velo di trucco che aveva in viso, traspariva felicità, il cuore le batteva fortissimo come non le era mai accaduto. Gli aveva fatto una dichiarazione d'amore e le aveva ammesso che l’amava. Ora toccava a lei rispondere, fare la mossa successiva.
Emozionata, scrutandosi in silenzio poggiò il bicchiere sul tavolo vicino alla mano di Alberto che era restata li ferma sulla tovaglia, i loro indici si sfiorano e i diti medi si toccarono assieme ai pollici, incrociando improvvisamente le dita fra loro senza parlare, incatenandole e stringendole guardandosi come due innamorati negli occhi.
Erano entrambi tesi, eccitati, il contatto della loro pelle in quella situazione fu come una scintilla elettrica che si sparse in tutto il corpo, facendo sentire una piacevole sensazione di calore tra le gambe a Daniela, mentre Alberto avvertì la pulsazione dell'erezione prepotente e veloce riempire la stoffa dei pantaloni come se fosse una vela gonfiato dal vento.
Fu un momento bellissimo, indescrivibile, pieno e denso di emozioni e sensazioni.
“Grazie !!” Rispose Daniela: “Anch'io provo gli stessi sentimenti verso di te e ne sono felice. Speravo che mi dicessi queste parole stasera!” Sussurrò.
Un sorriso si aprì sui loro volti e le loro dita guardandosi si strinsero di più, con più forza e passione. Qualcosa di nuovo li stava avvolgendo.
Staccarono sorridendosi quell’incrocio stretto di dita tra loro, felici e imbarazzati dagli sguardi di altri commensali che li osservavano.
Avevano rotto il ghiaccio, si erano dichiarati, il fosso era stato saltato, ora sarebbe stato tutto più facile per Alberto, dopo che anche lei le aveva manifestato il suo amore per lui.
Fu una cena molto intima
Brindarono a loro due, al loro amore e al loro futuro. I calici si toccarono con un suono cristallino che rimbalzò e si sparse nel locale. Si scambiarono parole e sorrisi continuando a pasteggiare, sorseggiando l’ottimo vino bianco.
Alberto all'improvviso dalla tasca della giacca prese una scatoletta e gliela porse.
“Che cos’è?” Chiese stupita Daniela.
“Un pensiero d'amore!... L’ho preso per te nella speranza che tu dicessi le parole che mi hai detto, spero che ti piaccia!”
Daniela aprì la scatola e tirò fuori un anello con brillanti.
” È bellissimo!” Esclamò:” Ma allora...tu...tu…!?” Balbettò.
“Si, speravo che questa sera tu accettassi il mio amore per te e ho voluto manifestarlo anche con un gesto simbolico, materiale.”
“Mi piace, è bellissimo! “Ripeté sorridendo guardandolo brillare e togliendosene uno dei suoi dall'anulare se lo mise, allontanando la mano a dita aperte davanti al volto per osservarlo bene.
Brillava come i suoi occhi, mentre lui continuava a parlare: “Daniela sono innamorato di te. Vuoi essere la mia donna?... La compagna della mia vita?” Chiese tutto d’un fiato all'improvviso Alberto guardandola dritta negli occhi.
Lei ebbe un sussulto a quelle parole, era quello che aspettava, si portò la mano tremante al viso cercando di celare la sua emozione. Sorrise come mai aveva fatto in quegli anni. Il cuore le batteva all'impazzata, non le sembrava vero, era felice, le aveva fatto una dichiarazione d'amore molto romantica e dentro di lei lo desiderava.
“Si!” Rispose a bassa voce temendo di essere ascoltata dai tavoli vicini. Ripetendo ancora
sorridendo e felice:” Si! ...Si! ...Lo voglio!” Stringendogli nuovamente con forza la mano sulla tovaglia.
Lui si allungò ancora verso lei e Daniela fece lo stesso staccandosi dalla sedia e si diedero un bacio passionale e romantico al centro della tavola, si baciarono con una dolcezza infinita.
All'inizio fu un bacio timido, con le labbra che si toccavano appena. Poi Alberto spinse più in
fondo e le loro lingue oltrepassando le labbra si toccarono veloci danzando tra loro.
Continuarono a baciarsi per qualche secondo, poi lei si staccò e rossa in viso guardandosi attorno esclamò:” Ci guardano!”
“Non mi interessa!” Rispose Alberto allungandosi di più appoggiando le mani sulle sue spalle guardandola sorridente negli occhi. Il suo sesso era già duro e lo sentiva spingere prepotente dentro lo slip e baciandole la mano le ripeté: “Sei bellissima! Ti amo!”
Daniela arrossì di più, si guardò ancora attorno cercando di darsi contegno, qualche cliente aveva assistito alla scena e anche il cameriere, poi osservandosi ancora l’anello a mano aperta, si avvicinò, prese Alberto per il viso e lo baciò ancora sulle labbra.
“Non vedo l’ora che lo sappiano i miei” Mormorò mentre si alzava felice come una ragazzina sollevando la mano aperta con l'anello in alto a guardarlo meglio, facendolo risplendere alla luce delle lampade.
Lui girò il tavolo e l’abbracciò da dietro, dandole un bacio sul collo sussurrandole:” Se vuoi
dopo possiamo andare a ballare.”
Daniela ruotò su sé stessa finché non fu di fronte a lui, gli accarezzo il volto e lo baciò nuovamente, prima piano, accarezzandogli le labbra con le sue, poi con passione spingendo la lingua tra esse sussurrandogli all’orecchio: “Veramente io pensavo ad altro per dopo… e non a ballare.”
“Mi fa piacere che tu lo dica, sento che sto per esplodere laggiù”. Rispose Alberto e risero tutte e due.
Si risedettero felici e Alberto cambiando discorso sempre sorridente disse: “Allora, ti è piaciuta la cena?”.
“Molto, tutto buono e squisito, con un finale che non mi aspettavo. Sono felice. Questa è una
delle sere più belle della mia vita, me la ricorderò sempre.” Rispose con un pizzico di altezzosità facendo un sorriso e cambiando discorso, sotto gli sguardi degli altri clienti che li osservavano.
“Però prima di dare un giudizio definitivo della serata, devi assaggiare il dolce.” Disse Alberto
facendo una risatina per rompere quella tensione passionale che si era instaurata tra di loro.
“Mi sembra giusto!” Rispose Daniela e lui simulando un accento francese e facendo cenno al
cameriere si fece portare il dolce della casa.
Lo gustarono ridendo e scherzando, chiacchierando del più e del meno.
Daniela era splendida in quell'abito nero, con i capelli raccolti sulla nuca, che mostravano il suo collo superbo e sensuale.
Finita la cena, ai alzarono, lui premuroso l'aiutò ad indossare la giacca, poi pagò lasciando una
buona mancia e uscirono incamminandosi mano nella mano verso l'auto.
Appena entrati in macchina si guardarono ancora in volto, facendo scattare la scintilla di un altro bacio dolce, lungo, passionale, mentre le mani si cercavano correndo sopra gli abiti e l'eccitazione saliva.
“C'è un albergo qui vicino, se vuoi possiamo andare lì!” Mormorò timoroso Alberto, forse di essersi spinto troppo e timoroso di una sua risposta negativa.
Ma lei meravigliando sé stessa lo guardò esclamando:” Cosa aspettiamo!... Andiamo!"
Non si riconosceva più in quel comportamento da innamorata, era presa nel cuore e nei sensi da quell'uomo e anche lei aveva desiderio di stringere e sentirsi abbracciare da Alberto.
Arrivati e posteggiata l'auto davanti a un albergo di lusso, si avviarono alla reception, Daniela si fermò nella hall, si avvicinò solo Alberto, che affittò una camera per una notte dicendo che erano di passaggio, diede i documenti e fece la registrazione, prese la card per la serratura elettronica e passando il braccio sulla spalla di Daniela andarono all'ascensore.
Era tutto così eccitante, sembravano una coppia di amanti clandestini che si incontravano di
nascosto.
L’ascesa dei tre piani fu un abbraccio e un bacio continuo.
Entrarono nella stanza e chiusa la porta tolsero le giacche gettandole sulla sedia, Alberto si
avvicinò e la baciò ancora, portò le mani sulle sue spalle abbassandole le spalline del vestito sulle braccia iniziando ad accarezzarla sulla schiena, mentre lei baciandolo faceva lo stesso, le sbottonò e tirò indietro e giù lungo le braccia le maniche della camicia.
Alberto in un attimo spinse le spalline nere sulla sua pelle lattea fino sulle mani e le tolse, e preso il vestito sul bordo superiore lo abbassò dal torace fino alla vita lasciandola in reggiseno e la strinse forte a sé facendola sussultare, era come se fossero due sposini in viaggio di nozze. L'abbracciò maggiormente allungando le mani sul sedere e sulle cosce coperte dall’abito lungo da sera mentre la baciava sul collo, che i capelli lunghi raccolti sulla nuca lasciavano libero, lungo, altezzoso, attraente e profumato, scendendo e risalendo su di esso con le labbra.
Daniela come una innamorata cinse le mani al collo di Alberto e limonandosi si spostarono vicino al letto.
I baci d’ardore di Alberto tempestandole il collo la ubriacavano di fremiti che lei arrendevole lasciava correre sulla schiena, infilando a sua volta desiderosa le dita fra i suoi capelli. Lui prese e tirò giù le spalline sulle braccia e contemporaneamente il reggiseno nero e raffinato sotto le mammelle, scoprendole il seno pallido già eccitato e gonfio di desiderio, con i capezzoli turgidi, provocando alle mammelle sospese da sotto una sorte di elevazione e sporgenza maggiore. Il tumulto creato dalla bocca di Alberto su di esse, le gonfiò maggiormente per il passaggio della sua lingua sui capezzoli e delle dita sulla sua pelle pallida.
Si chinò inginocchiandosi, baciandole il ventre e l'ombelico fino al margine dove arriva la gonna del vestito da sera abbassato, che prese sui fianchi e lo calò ancora facendo scorrere il tessuto di seta sulle culotte di pizzo e le calze di nailon nere, lasciandolo cadere ai suoi piedi.
Daniela ebbe una scossa improvvisa, un sussulto, era la prima volta dopo molti anni che un uomo la spogliava, baciava, toccava e accarezzava nelle parti intime.
Alberto restò fermo, le sue mani accarezzarono le culotte nere sulle natiche e sui fianchi in una sorta di desiderio inconscio. Aveva il suo sesso peloso sotto la mutandina davanti al viso, lo intravvedeva scuro tra la trama del tessuto delle culotte, attorniato dalla pelle chiara, lo sentiva pulsare e ne avvertiva l’odore dell'eccitazione di Daniela.
In un silenzio dove l'unico rumore erano i loro sospiri e respiri affannosi, appoggiando le mani sui fianchi prese l’elastico delle culotte e, con un gesto deciso e sicuro abbassò il suo intimo fino alle ginocchia. facendole scorrere verso il basso sulle calze scure scoprendola.
Ora Alberto aveva il suo sesso nudo davanti agli occhi, quel sesso desiderato da centinaia di uomini, un cespuglio di peli scuri, soffici, curati, in un campo di pelle lattea.
Lo guardò a lungo rapito, poteva toccarlo se voleva, baciarlo.
Si sentiva fortunato aveva davanti a sé la vulva di Daniela, quella figa sognata e desiderata da molti uomini.
Daniela una volta che le tolse le mutandine, sentì le mani di Alberto appoggiarsi ancora ai suoi fianchi mentre inginocchiato d'innanzi a lei sospirava di desiderio osservandole il sesso palpitante. Sentì immergere il suo volto tra i peli del suo sesso, aspirandone il profumo con forza e assaporandone il gusto con le labbra.
La lingua di Alberto iniziò a baciare e leccare le labbra vaginali, sempre più penetrante con la lingua tra il folto dei peli, cercò il clitoride, lo trovò e lo prese tra le labbra iniziando a leccarlo e succhiarlo elettrizzandola, facendole socchiudere gli occhi e piegare il capo indietro.
Un “Oooohhhhhh!!!!”
Uscì lento dalle labbra di Daniela, che muovendole le dita sui capelli di Alberto accarezzandoli glieli frizionava dolcemente.
Si vergognava che la baciasse e leccasse lì, sul sesso, ma le piaceva e lo lasciava continuare.
Nel mentre le mani di lui afferravano le sue natiche affondando come dolci artigli le dita nei glutei teneri tirandola a sé, per poter spingere ancora più affondo la lingua nella fessura vulvare che dava piacere al suo sesso.
Lei stava godendo, finalmente dopo anni godeva con un uomo che amava e diceva di amarla.
Per i movimenti della sua lingua verso l’interno vaginale e sul clitoride al piacere che provava le gambe iniziarono a cederle, mentre osservava la loro scena, con lui inginocchio davanti a lei che le leccava la figa riflessa nello specchio sull’armadio della stanza.
Quelle immagini erotiche, peccaminose con lei mezza nuda e lui inginocchiato davanti a lei che gli leccava e succhiava la figa ... erano eccitanti, ed erano loro gli interpreti, era Daniela la donna in piedi che se la lasciava leccare.
Alberto si tirò su e ancora con il gusto del suo piacere sulle labbra e sulla lingua e bisbigliò:
” Ti amo! ...Ti amo Daniela! ...Non sai quanto abbia desiderato questo momento.”
“Anch'io! ...Ti amo anch'io Alberto e ti desidero, ti voglio!” Rispose eccitata lei, accaldata guardandolo dentro gli occhi. E si abbracciarono, baciandosi in un lungo bacio passionale, avvertendo anche lei tramite la lingua di Alberto il gusto del piacere di Daniela in bocca.
Alberto si alzò e accompagnandola per le spalle la spinse sul letto, seguendola anche lui tenendola con le braccia, lasciando la il vestito da sera sulla moquette e ridendo tutte e due mentre le mammelle le sobbalzavano sul torace la sdraiò.
Agitato gli tolse il reggiseno che sotto esse le sorreggeva uscendo da sopra, sganciandolo dalla schiena e sfilandolo dalle braccia continuando a baciarla lo tolse. Lei rimosse il mollettone di strass sulla nuca e si sciolse i capelli scuotendo il capo, incorniciando il suo bellissimo volto con la sua chioma biondo scuro...
Piegando e tirando su le gambe lentamente sfilò le calze di nailon nero ricamato, restando
completamente nuda nella penombra. Aveva delle gambe meravigliose, molto sensuali ed erotiche, mature e pallide, lui le accarezzo dalle ginocchia fino al sesso, sentendole lisce come il vetro e soffici come la seta; facendola fremere ancora di piacere Daniela lo tirò a sé baciandolo.
Lui le toccava i fianchi, accarezzandoli, le baciava il seno e i capezzoli e le succhiava e a lei piaceva che lo facesse e pensava in quella forma di delirio eccitante: “Basta masturbarmi da sola o con il dildo… ora ho un uomo che amo, che mi ama e mi dà piacere…”
Ed era felice, provava emozioni che non aveva mai provato nemmeno con il suo ex marito che era stato il primo uomo ed unico della sua vita. Ma ora c’era Alberto, che era il suo secondo uomo che amava e oltre la passione per lui sentiva amore.
Anche lui sentì le mani di Daniela cercarlo, accarezzarlo e le sue labbra baciargli le spalle e il torace.
L'amore, l'astinenza e un po' il vino, aiutavano l’audacia di Daniela disinibendola, che mentre continuavano nelle loro effusioni, e da sdraiata slacciò la cintura dei suoi pantaloni, gli abbassò i boxer sulle cosce lasciando uscire il suo sesso duro, già dritto, quasi vergognandosi di quel gesto che aveva compiuto e di averglielo visto e toccato.
Alberto si rialzò in piedi e non togliendo mai gli occhi dal corpo nudo di Daniela sul lenzuolo cominciò a sbottonarsi la camicia togliendola. Si sedette sul letto e sfilò i pantaloni e tolse i boxer restando nudo anche lui, si gettò indietro con la schiena e si trovò sdraiato di fianco a lei, al suo corpo palpitante, vicino il suo sesso nudo.
D’istinto si girò verso lei e con il respiro affannoso le affondò le mani nei capelli, lasciandosi ella condurre nel piacere.
Iniziò ad accarezzarla tra le cosce arrivando al sesso già umido di piacere, incominciando a
stimolarle la figa con le dita. Le accarezzò la peluria morbida e soffice e passò il dito lungo la fessura mentre Daniela iniziava ad ansimare, baciandola con passione.
Allargandole le gambe Alberto si mise tra loro e si sdraiò sopra Daniela, appoggiando la cappella del suo cazzo duro tra le labbra vaginali, muovendola su e giù a pennellargliela, poi si fermò. Daniela era fremente, eccitata, in attesa di essere penetrata, dolci e caldi umori di piacere si spargevano dentro di lei e sulla vulva, chiuse gli occhi desiderosa di averlo, ma vergognandosi di possedere quel pensiero.
Lui posizionò bene la cappella al centro della fessura vaginale, tra le grandi e piccole labbra oramai palpitanti, mentre lei lo abbracciava con desiderio e amore. Alberto lentamente spinse iniziando a penetrarla, dischiudendo dolcemente con il glande le labbra vaginali già umide di umori entrare dentro la vagina, mentre lei a quella intrusione delicata ma continua, sussultando inarcò la schiena per facilitargli l'atto.
Dopo quasi quindici anni di quella forma di astinenza e castità volontaria un altro uomo entrava in lei, la possedeva sessualmente, l'amava sentimentalmente, era felice, sentiva il suo corpo contro quello di Alberto, il seno con i capezzoli turgidi contro il suo torace provando sensazioni magnifiche.
Dal piacere istintivamente prese tra le dita il lenzuolo a fianco a lei e lo strinse forte tirandolo a sé, quasi a volerlo strappare, mentre lui con un movimento dolce e deciso scivolò completamente dentro di lei.
“Ti amo amore!” Le sussurrò ancora osservandola godente in attesa che muovesse la sua carne dura dentro lei. Era felice e fremente, erano anni che non si concedeva ad un uomo, non avrebbe mai immaginato che questo potesse accadere, lo sentiva godente correre duro dentro di lei, accarezzare con la cappella le pareti della vagina fino a giungere a toccarle l’utero. Le piaceva sentirlo, e Alberto era molto più bravo del suo ex marito a chiavare.
“Ti amo anche io!” Rispose lei mentre gli accarezzava il viso e lo baciava sentendolo gonfio in lei.
Lui chiuse gli occhi, la strinse tra le braccia, continuando a muoversi lentamente.
Daniela sentiva scivolare dentro di sé quella dolce e dura asta di carne che trafiggeva il suo sesso e il corpo, irradiando piacere dall'interno di esso. Prima piano, dolcemente, poi veloce con passione.
Il suo glande fra le pareti umide di umori di piacere della vagina scorreva strusciandole mentre il piacere aumentava sempre più profondo e le sue mani seguivano il ritmo dell'amplesso appoggiate alla schiena ed ai lombi di Alberto.
Rotolati, avvinghiati, con l’asta del suo sesso nella vagina e nel ventre e il suo glande contro l’utero si amavano.
Fecero l’amore in quella posizione missionaria per lunghissimi minuti. Non la cambiarono mai. Volevano guardarsi sempre negli occhi come due innamorati mentre si amavano carnalmente.
Lei dal piacere, istintivamente alzò le sue gambe intorno ai suoi fianchi per sentire il suo cazzo duro maggiormente dentro di lei. Si abbracciavano ansimando, sussurrandogli lei:” Non ti fermare amore!... Non ti fermare…! Continua a spingere.”
Godeva Daniela, dopo molti anni godeva di un rapporto sessuale vero, vivo, pulito, sentiva in vagina il suo cazzo di carne dura, caldo, pulsante, vero e non di plastica morbida come il suo vibratore… Sentiva l’orgasmo vicino, la sua vagina si contraeva a sentirlo internamente, procurandole spasmi vaginali meravigliosi e mai provati.
Era una chiavata formidabile, specie dopo tanto tempo. Godeva felice, senza più vergogna, perché lo amava, capiva che era l'uomo della sua vita, quello che aveva sempre sognato.
“Sto per venire Daniela!” Mormorò ansimando dal piacere lui.
“Anch’io amore!... Anch'io sto per venire. “Farfugliò sudata e ansante.
“Voglio venire insieme a te…” Sussurrò Alberto.
“Si!... Si! ...Anch'io amore!... Ma non venirmi dentro, non ho alcuna protezione e sono ancora fertile.” Mormorò imbarazzata.
Era ancora feconda e poteva restare incinta.
“Stai tranquilla! Rilassati e pensa solo a godere che vengo fuori.” La rassicurò.
Daniela si lasciò andare rasserenata, mentre lui stringendola a sé proseguì a chiavarla veloce con movimenti passionali decisi e profondi, continuando a spingere a fondo.
Dopo qualche secondo Alberto sentì il seme che stava per arrivare e uscire dall’uretra del suo cazzo.
“Sto venendo!” Urlò.
“Anch'ioooo!! Spingi, spingììììììi!!!!!!!!!!! “Gridò Daniela esaltata mentre l'orgasmo si impossessava di lei facendola scuotere tutta.
“Adessooooo!!!” Urlò Alberto, mentre lei si contorceva accalorata sbattendo il capo sul cuscino facendo dondolare le mammelle sul torace.
“Aaaaaaahhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!”
Non aveva mai avuto un orgasmo così intenso e profondo, mosse di più il bacino verso di lui, baciandolo, abbracciandolo, avvinghiandosi a lui.
Ma ormai anche lui era giunto all'orgasmo, Daniela senti gli ultimi colpi del suo cazzo duro e
grosso, uscire dalla figa, in pochi secondi lo tirò fuori veloce eruttando il piacere caldo e latteo sul suo ventre oscillante dal respiro agitato e dal piacere. Mentre lei ansimava gemendo per il godere, bollenti zampilli della sua giovane sborra calda la colpirono sulla sua pelle diafana, arrivandole fino al seno.
Daniela inebriata si gustava quella cascata del suo denso piacere latteo e l'estasi del dopo orgasmo che le strappava ancora sospiri e gemiti.
Alberto si accasciò su di lei fremente e sudato come un cavallo selvaggio e lei estasiata come una giumenta appena montata dallo stallone. Chiuse gli occhi tremante, i loro corpi si toccavano e sfregavano sudati, mentre la brezza notturna penetrava dalla finestra insieme alla luce dei lampioni nella stanza muovendo le tende.
Ad occhi chiusi la mano di Alberto si insinuò tra i suoi capelli madidi di sudore … ci furono attimi di paradiso, che si sciolsero in coccole tenere. Gli diede una carezza sul viso e roteandosi si distesi al suo fianco, mentre Daniela girandosi verso di lui gli accarezzò il petto sudato, scendendo con la mano fino al sesso. Lo sentì e toccò, era ancora eretto, lo accarezzò piano. Era felice.
“È stato il più bell’orgasmo della mia vita.” Disse sorridendogli ancora affannata.
“Sento ancora la tua asta dentro di me e il tuo seme caldo sul ventre. “Gli sussurrò all’orecchio. “Lo sento ancora bruciare dentro!” E rise felice come una ragazzina.
Alberto le diedi un altro bacio tirandola a sé: “Pensa a quando sarai mia moglie, quanto volte ti
verrò dentro. “Disse ridendo.
Daniela sorrise sorpresa:” Perché! Mi vuoi sposare?” Chiese con voce sorpresa e tremante.
“Certo! Ti amo, sento che sei la donna della mia vita.” Rispose lui.
Felice Daniela non sperava tanto, si riabbassò poggiando la sua testa sul suo petto baciandolo. Lui Prese il lenzuolo e si coprirono.
“Però io non voglio figli… ho già una ragazza!” Affermò.
“Certò, non ti sposerò mica per avere figli, io ti sposo se vorrai per avere te, amarti. Nemmeno io ne voglio figli.”
Lei a quelle parole si strinse a lui, mentre nel volto di Alberto comparve una smorfia perfida, mefistolica, come di chi perverso non mantiene le promesse.
“Chi sarà la prima persona a cui dirai che siamo insieme, che ci amiamo?” Gli domandò.
“Mamma…la prima!” Rispose lei gioiosa, poi aggiunse:” … e mia figlia!”
“A proposito!” Continuò lui.
“Che ti dirà tua figlia quando saprà che ami un altro uomo che non è suo padre?”
“Niente!! Cosa mi deve dire! ... Sabrina è una ragazza intelligente e giudiziosa, sarà senz’altro felice anche lei che ho trovato una persona che amo e che mi ama. Un bell'uomo più giovane di me.”
Sorrisero entrambi, uno alla volta si alzarono e andarono a lavarsi e ritornati aletto stanchi e spossati ma felici abbracciati si assopirono.
Di buon mattino come era abituata, Daniela si svegliò, lo osservò dormire al suo fianco, non le sembrava vero, l'uomo che amava e desiderava era suo, aveva fatto l'amore con lui e lo guardava dormire accarezzandolo teneramente.
Quando si svegliò anche Alberto si abbracciarono seguiti da un bacio sulle labbra.
“E' ora di andare!” Esclamò Daniela:” Tra poco è giorno e dobbiamo tornare al lavoro e io devo passare ancora da casa a riordinarmi e cambiarmi. E tu certamente non vorrai arrivare tardi in negozio e trovare le tue commesse fuori che ti aspettano?”
“Hanno la chiave!” Rispose lui abbracciandola:” Possono entrare quando vogliono e sanno disattivare l'allarme. Abbiamo ancora tempo per un altro bacio.” Disse stringendola a sé.
Poco dopo Daniela si rivesti, con un misto di piacere ed imbarazzo mentre lui la osservava nuda abbigliarsi, mettere la mutandina a culotte, indossare il reggiseno e calzare le calze di nailon, indossando nuovamente l’abito lungo da sera.
In quei momenti pensava alla notte appena trascorsa.
Si preparò, raccogliendo ancora i capelli dietro la nuca, che esaltavano la sua bellezza di donna
Borghese, li fermò a chignon con il mollettone e in bagno si ritruccò sobriamente. Uscirono scendendo assieme la scala e non più in ascensore, con lui che la cingeva per la vita e si sorridevano.
Alberto andò alla reception a consegnare i pass e con l’auto l'accompagnò a casa, erano le sette del mattino, il tempo di darsi un profondo bacio sulle labbra e lei scese dall’auto correndo a casa, con l'accordo che si sarebbero rivisti in negozio.
Il suo lungo periodo di astinenza volontario era terminato, non vedeva l'ora di rincontrarlo di
nuovo e saltargli al collo, succhiando le sue morbide e carnose labbra, stringerlo forte a sé.
Quella mattina si rividero al bar vicino alla banca e prendendo il caffè, si parlarono con gli occhi, si sorridevano, mentre la gente attorno era ignara di quello che erano ora loro ... due innamorati.
Daniela era felice.
L’eccitazione pensando ad Alberto non faceva che aumentare tutto il giorno.
Continuava a immaginare di far l’amore con lui ovunque, in giro per la casa, ovunque ....
Desiderava la sua testa fra le cosce mentre la sua lingua la faceva urlare di piacere, come in
albergo.
Passarono parecchi giorni incontrandosi riservatamente, poi lo fecero liberamente, senza più nascondersi.
Lei lo confidò a sua madre Matilde, che ne fu felice e a sua figlia Sabrina che lo aveva intravisto ma non lo conosceva ancora, non sapeva che era l’amante di sua madre: “E' un bell'uomo, simpatico e aperto, vedrai Sabry che ti piacerà come persona.” Le annunciò.
Programmarono di provare a vivere assieme, ma Daniela pose come condizione a casa sua, perché ci teneva troppo alle sue cose, i mobili e non voleva rinunciarci.
Oramai era nato un amore, un amore che si era manifestato e stava evolvendo, e con Alberto sarebbe diventato inesorabilmente un ... amore perverso, fatto di depravazione e sottomissione non solo per lei, ma per tutta la sua famiglia.
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