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STORIE E RACCONTI EROTICI
VIETATI AI MINORI DI 18 ANNI
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L’AMORE PERVERSO

VIETATO AI MINORI DI 18 ANNI.
L’AMORE PERVERSO
Note:
Tutto ciò che è fatto per amare è sempre al di là del bene e del male.
“Fiedrich Nietzsche.”
Cap. 9 - A CASA DEL DOTTORE
Dopo quella sera Daniela, a freddo, ripensando a quello che aveva fatto si sentiva sporca, indecente e indecorosa per aver ceduto ai desideri del suo amore, per averne provato piacere ed essere andata contro i suoi principi morali.
Quel luogo era un locale privato ed era con Alberto, il suo amore, e le era anche piaciuto ma dentro di lei provava un senso di disistima verso sé stessa per aver fatto cose che riteneva riprovevoli.
Era presa da sbalzi di umori e di autovalutazione. A volte si diceva che infondo era con l'uomo che amava, che quel circolo era frequentato da poca gente e in giro c'erano donne della buona borghesia come lei che facevano di peggio. Altre volte veniva presa dallo sconforto e si sentiva avvilita, piena di vergogna e si considerava alla stregua di una donnaccia eppure si era accordata con lui, aveva accontentato il suo Alberto ma non ne era soddisfatta appieno né convinta di quel patto scellerato, temeva di restarne prigioniera.
I primi giorni passarono tra il rimorso per quello che aveva fatto e quello che era realmente, poi lentamente, con il passare dei giorni riprese la sicurezza che la contraddistingueva e mise in un angolo della sua mente l’accaduto.
Passò qualche settimana da quell'episodio con Alberto e dopo i soliti ripensamenti, vergogne e rimorsi su quello che aveva fatto, ripromettendosi di non fare più nulla del genere, mentre era al lavoro, le arrivò una telefonata sul cellulare dal dottor Angelo, con la richiesta di un incontro.
” Buongiorno Dottoressa! Mi riconosce?” disse la voce.
“Sì certo! “rispose lei dopo un tentennamento di stupore e sconcerto, sentendosi gelare il sangue nelle vene.
“Avrei desiderio di rincontrarla! ...Le farò sapere”
“Non è possibile ...!” esclamò.
Ma prima che finisse la frase e cercasse di approfondire e rispondere che non era fattibile un loro incontro, la conversazione terminò, l'aveva chiusa lui.
Daniela sentì il freddo suono ripetitivo della caduta della linea all'orecchio.
Lui non le disse altro, solo che voleva rivederla, ma mentre cercava di riflettere, l'agitazione saliva in lei.
Si chiese come facesse ad avere il suo numero di cellulare, ed inquieta chiamò Alberto in negozio il quale andò da lei in banca e lei lo mise al corrente delle telefonate.
“Vuole incontrarmi! ...Ma è pazzo? ...Per chi mi ha preso per una puttana? Io ho una reputazione, una posizione, un ruolo, non sono una sgualdrina! Quello che ho fatto l’ho fatto con te e per te!
Cosa vuole di nuovo quel vecchio porco?” chiese a sé stessa.
La stessa domanda la fece ad Alberto il quale rispose evasivamente con “Penso che voglia solo rivederti nuda”
“Io in quel locale non ci tornerò mai più! ...Che se lo scordi!” disse alzando la voce, aggiungendo” Meno male che era una brava persona. Ma io lo denuncio! Lo rovino quel perverso!”
“Ma forse vuole solo vederti nuda” ripeté Alberto cercando di calmarla.
“Adesso non mi va più di farmi vedere nuda da nessuno, tanto meno da quel maiale, quell'essere viscido e schifoso! ...Non ci vado!” gridò.
“Ssssshhhhh!!!!...abbassa la voce che se no sentono le impiegate fuori!” le fece osservare Alberto cercando di calmarla e continuò “Va bene! ...Come vuoi! ...Lo cerco e glielo dirò”
“Glielo dirai?... Sei capace di dire solo quello? ... Non fai niente? Stai lì passivo ad aspettare?!...Non sei capace di intervenire! ...Reagire! ...Difendermi!”
“Senti!” proseguì Alberto” Ti ho detto come sono fatto io. A me non importa se lui ti vede nuda e so come è lui. È un tipo a cui piace guardare “
“Già gli piace guardare! Come quella sera al club. È un guardone pervertito, un porco, un maniaco!” obiettò lei alzando la voce, irata e indignata.
“Senti! Pensala come vuoi, ma non hai obblighi e non ci sono inganni come pensi tu. Questa volta se vorrai andare sarà una tua scelta, solo tua!” Le disse perfidamente Alberto con lo sguardo freddo e il sorriso fermo. Continuando” Nessuno ti obbliga!... Se vuoi andare ci vai, se no, non ci vai!”
Daniela sospirando e guardando attorno alla stanza abbassando la voce esclamò sconfortata:” Ohhh Dio!!!...Ma perché devono capitare a me queste cose? Ha le mie foto nuda, non le ha distrutte come dicevi tu! Che intenzioni ha?”
“Gli chiederemo di darcele” rispose serio Alberto.
Poi si avvicinò a lei e l'abbracciò forte dicendole” Senti amore! ...Io sono con te! ...Per sempre, in qualsiasi momento e qualsiasi scelta tu faccia!
Probabilmente ti vuole rivedere nuda, gli sei piaciuta, sei una bella donna attraente e affascinante e per un uomo è logico tentare di rivederti.
Ti ripeto devi scegliere tu, io qualunque sia la tua scelta sono con te” ripeté perfido.
“Se vuoi vai!... Se non vuoi non vai! Sai come la penso io, per me non è un problema se ti vedono nuda, ma se lo è per te, non andare, glielo diremo”
“E le foto?” chiese lei.
“C'è le faremo dare e se non c'è le dà correremo questo rischio insieme”
Restò silenziosa alcuni minuti riflettendo” E se le mostra a qualcuno? Sai che significa? Lo scandalo! ... È la fine della mia carriera, della mia immagine di donna seria”
“E allora cosa vuoi fare?” chiese Alberto con uno sguardo ambiguo.
Ci furono ancora lunghi secondi di silenzio, mentre lei tesa e combattuta dai suoi pensieri e dalla sua angoscia rifletteva camminando e osservando il pavimento.
Si girò d'improvviso e con uno strano brillio negli occhi esclamò pose le sue condizioni.
” Mi vuole vedere nuda?... Bene! ...Mi vedrà! Ma ad una condizione!”
” Quale?” Chiese Alberto curioso e interessato.
“Che non sia in quel locale dove si ritrovano i viziosi, che sia un luogo riservato, che non ci sia altra gente e che non mi sfiori nemmeno con un dito”
Alberto ascoltò compiaciuto la sua proposta, praticamente accettava ed era un buon segno.
“Va bene proviamo a dirglielo!” esclamò lui con aria da persona sconsolata e remissiva.
Aveva accettato! ...Daniela senza rendersene conto aveva sceso un altro gradino della scala della depravazione e altri ancora ne avrebbe disceso in quell'incontro. Aveva preferito il suo status, il suo ruolo sociale, la sua carriera, alla sua moralità ed educazione e al rischio che potesse essere intaccato da quelle foto.
Avevano prevalso in lei l'arroganza e l'ambizione. Stava barattando il suo corpo e la sua anima con quell'uomo per la sua posizione privilegiata nella società. Daniela era lacerata dentro di sé da quella scelta, dal pericolo delle emozioni che avrebbe riprovato e che già conosceva, la sua intenzione sarebbe stata di non andare, ma si lasciò convincere dalla realtà e dal suo amore per Alberto.
Era una sua scelta, solo sua, di cui se ne sarebbe pentita per sempre.
in accordo con Daniela fu Alberto a chiamare il suo complice e maestro dottor Angelo, lei non voleva più parlargli per informarlo delle condizioni che poneva Daniela per quell'incontro e tra di esse la richiesta delle fotografie.
Alberto sapeva bene che il dottore non era abituato a contrattare e nemmeno essere condizionato nei suoi programmi dai suoi giocattoli.
Ma su consiglio di Alberto accettò le condizioni, il gioco valeva la candela, la direttrice di una delle banche cittadine. La dottoressa Daniela, l'affascinante e bella signora borghese, desiderata da tutti, altezzosa e superba, valeva bene un po' di accondiscendenza pur di farla cadere nella loro trappola. Era un piatto prelibato, da non perdere, e per farla diventare una succube, una soumise a disposizione del suo padrone, accettò il dottore le condizioni.
Il dottore fece sapere il giorno e l'ora comunicando anche che l'incontro sarebbe avvenuto in una delle sue abitazioni in cui lui sarebbe stato in casa solo con la sua domestica, la cinesina Ho Chin. Inoltre Daniela avrebbe dovuto presentarsi come nell'incontro del mese precedente al circolo, nuda, indossando solo l'abbigliamento intimo che lui le avrebbe fatto avere.
Alberto sorrise, stava facendo il passo decisivo, sapeva che dopo quell'appuntamento, non sarebbe stata più la donna di prima e non avrebbe più potuto tornare indietro.
Passarono ancora altre giornate e il giorno previsto sentì squillare il telefono interno alla banca. Daniela era nervosa, sapeva che quella sera ci sarebbe stato l'incontro con quel ginecologo.
Sollevò la cornetta dell’apparecchio e “Sì! Che c'è?” chiese all'impiegata.
“Dottoressa c'è una ragazza orientale con un grande borsone di plastica, con altre varie buste all'interno e una scatola per lei”
“Una orientale?”
“Sì! Una cinesina!”
“E che vuole da me?... Io non compro niente, mandala via, ci manca solo che ora gli extracomunitari cinesi vengono dentro la banca a vendere le loro cianfrusaglie!” rispose, mentre dall’altra parte del telefono attendeva.
“Va bene, glielo dico…” e mise giù la cornetta.
“La dottoressa non compra niente, vai da un’altra parte a vendere” disse l’impiegata in malo modo invitandola a uscire.
“Io no vendele… io mandata da dottole!”
“Guardi che chiamo la guardia di vigilanza e la faccio mettere fuori!” intimò la donna mentre gli clienti guardavano e ridevano divertiti.
All’improvviso tirò fuori il cellulare inveendo, parlando in cinese e in italiano, cercando di chiamare qualcuno, forse il dottore, l’orientale cercò di farsi capire “Io mandata da dottole… io palale diletlice…”
Poco dopo vedendo che si agitava e che gridava, l’impiegata richiamò Daniela.
“Scusi dottoressa, ma questa signora cinese non se ne vuole andare mi autorizza a chiamare la sicurezza? I carabinieri?”
“Ma che vuole questa extracomunitaria?!” disse al telefono Daniela molto infastidita.
“Ma non so, continua a parlare di un dottore e che deve vedere la direttrice…”
Daniela a quelle parole restò in silenzio, ebbe un presentimento.
” La faccia entrare!” rispose subito agitata” Così vediamo cosa vuole sperando che smetta di gridare”
La cinesina con i suoi borsoni, accompagnata dall’addetta, dopo essere passata attraverso il metal detector, con un clak elettrico le aprì la porta blindata di vetro che divideva il corridoio della banca dall'ufficio degli impiegati e della direttrice
Ho Chin alterata per la riluttanza ad essere ricevuta ma all’apparenza calma passò e giunta sulla porta entrò. Daniela si alzò dalla poltroncina passandosi le mani sul sedere e sullo spacco posteriore della gonna per metterla a posto e stirarla.
Come entrò la cinesina, lei con un sorriso freddo e altezzoso esclamò “Sì… dica!”
Ho Chin facendo quasi la riverenza sorrise, si avvicinò e disse con gentilezza in un italiano abbastanza comprensibile “Da palte del dottole!” e le porse il borsone di plastica.
Daniela lo prese e senza guardare lo posò a terra affianco alla scrivania.
“Devo lifelile qualcosa al dottole?” chiese sempre sorridendo gentilmente con i suoi occhi a mandorla.
“No grazie!... Va bene così… vada pure!” rispose sprezzante Daniela con un abbozzo di sorriso algido, invitandola ad uscire.
Appena uscita l’inviata del dottore, subito Daniela, agitata ed in evidente imbarazzo, cercò il cellulare nella borsa e chiamò Alberto.
“Ciao amore!!...Una ragazza orientale mandata dal dottore mi ha portato un borsone busta con delle confezioni e una scatola dentro” lo informò agitata.
“Calmati!... Tranquillizzati!... Saranno quegli indumenti che lui vuole che indossi. Ora stai serena, non agitarti e preoccuparti, continua il tuo lavoro. Stasera vedremo cos'è” la rassicurò.
“Ciao amore... buon lavoro, un bacio!” Rispose lei e si salutarono scambiandosi effusioni telefonicamente.
La sera, dopo una cena frugale e qualche bicchiere di vino in più bevuto per calmare l'agitazione che rasentava l’irrequietezza, i due insieme aprirono quelle confezioni e Daniela ebbe un sussulto.
Le scatole di quel bustone contenevano lingerie erotica raffinata e un miniabito di seta color rosso che era della sua taglia, perfetto per lei, assieme a un paio di scarpe a punta con decolté e con dei vertiginosi tacchi a spillo oltre vari accessori e un biglietto che lei lesse.
“Come suggerito e da me richiesto, le invio gli indumenti da indossare, in modo che si senta a suo agio con la lingerie, l’abitino e il maquillage … e che sia facilmente disponile e accessibile per chiunque vorrà ammirarla ...e non solo…”
Poche righe e terminava il biglietto.
Il biglietto Daniela lo lesse a voce alta ed Alberto sorrise mentre lei lo appallottolava gettandolo sul tavolo.
Tirò fuori i capi esclamando” Quell'uomo è proprio un pervertito! Che intenzioni ha?”
“Nessuna!” le rispose Alberto. A lui piace essere provocatorio”
“Comunque io non faccio niente e tu lo sai!” cercò lei di concludere la conversazione su quell’argomento.
“D'accordo!” rispose Alberto non andando oltre per non agitarla.
Dopo lo stupore degli indumenti ricevuti, Alberto le disse come se fosse un rito:” Preparati per la vestizione. Vieni in camera e spogliati nuda!”
Daniela lo seguì e ubbidì, era curiosa ed eccitata di provarli e mentre lui stendeva in ordine la lingerie da indossare sul letto matrimoniale. Lei iniziò a spogliarsi mostrandosi in tutta la sua bellezza matura.
Quando fu completamente nuda Alberto la guardò con desiderio, osservò il suo seno gonfio con i capezzoli turgidi rivolti in alto, il suo ventre e i fianchi maturi, fino ad arrivare con lo sguardo al sesso rigoglioso di peli come una foresta di alberi tutti scompigliati che lasciavano intravvedere sotto di essi la lunga fessura tra le grandi labbra vaginali.
Lui si avvicinò, le diede un bacio sulle labbra e sorrise dicendo” Inizia!”
Lei prese in mano le calze autoreggenti rosse, abbinate e coordinate alla lingerie dello stesso colore, e le mise per prime come avviene nelle vestizioni erotiche. Si sedette sulla poltroncina da camera, le ripiegò e avvolse sulle dita tutta la loro lunghezza e le infilò lentamente alle dita dei piedi calzandole per poi srotolale sulla gamba e sul polpaccio. Si alzò e le tirò su fino alle cosce, assestandole bene con la mano larga per far sparire le pieghe e renderle aderenti, tirando bene la fascia merlata quasi al limite degli inguini. Afferrò il reggicalze e se lo indossò pinzando lo alle giarrettiere la fascia delle calze che restarono così bene tese ed avvolgenti
Alberto silenzioso la osservava gustandosi quei movimenti. Le passò il minuscolo perizoma traforato di pizzo francese, che lei indossò piegandosi e lo aggiustò con movimenti compiuti dalle sue mani che diventavano sempre più sexy. Seguì l’indossare del, reggiseno di egual fattura e stile.
Daniela era molto attraente ed erotica con solo la lingerie addosso, tutte le sue forme adulte venivano evidenziate dai minuscoli indumenti intimi.
I peli sessuali uscivano dai margini inguinali di quel perizoma succinto creando un effetto erotico-volgare lasciando intravvedere l’ombrosità scura del sesso al di sotto attraverso la traforatura e la trama del delicato tessuto. Mentre dietro il corpo la string si infilava tra i glutei teneri e carnosi del solco centrale del suo sedere lungo e profondo, bello, pieno e polposo, scomparendo tra essi, per uscire un po’ più in alto con un piccolo triangolino.
Alberto le porse il reggiseno del tipo a balconcino con pizzi e merletti che le coprivano poco il seno, le coppe arrivavano con i margini superiori ai capezzoli, e sostenevano in alto le tette protrudendole mandandole oscenamente in fuori. Poi Alberto le passò l’abitino che lei lo indossò facendolo entrare dai piedi tirandolo su per le gambe. A fatica lo sollevò ai fianchi ed a all’addome per poi tirarlo ancora più su e arrivare al seno dove restava scollato e aperto sul davanti. Daniela inforcò le spalline con le braccia e le tirò su voltandosi col la schiena verso lui il quale, capendo, prese il cursore della cerniera dalla zona lombare e lo sollevò in un colpo solo chiudendo il vestito sotto le scapole.
Era un tubino molto aderente e mostrava il suo corpo erotico come una seconda pelle, evidenziando volgarmente esteticamente le forme, ma anche gli eccessi adiposi della maturità.
Alberto le porse le scarpe dorate con i tacchi da 12 cm che calzò subito desiderosa di vedere come le stavano assieme alla lingerie.
“Non so se riuscirò a camminare con queste scarpe, hanno un tacco altissimo!” esclamò
osservandole ai piedi “Non le ho mai calzate così, al massimo fino a sei centimetri di tacco!”
“Ci riuscirai vedrai! C'è sempre una prima volta in tutte le cose” La rassicurò Alberto sorridendo.
Calzate le scarpe, lei si piegò ad allacciare il cinturino del decolté, mostrando in quella posizione il suo meraviglioso sedere fasciato dal mini abitino rosso molto seducente che la rendeva desiderabile.
Daniela chinata, sentì gli occhi di Alberto su di lei e osservandolo attraverso lo specchio, accettò con soddisfazione e piacere lo sguardo pieno di libidine del suo uomo.
Tiratasi su, Alberto le passo i lunghi orecchini pendenti. Lei si portò davanti alla specchiera e mettendoli ai lobi si osservò. Era davvero bellissima ed erotica. Si scrutò e scoprì che piaceva anche a lei il suo corpo abbigliato in quel modo, anche se era indecente per una signora della buona borghesia del suo rango.
“Sembro… sembro una di quelle donne…” Non finì la frase perché la terminò Alberto “… una di quelle donne bellissime e sensuali…”
Ad Alberto eccitava osservarla mentre si preparava, le leggeva la preoccupazione nell'espressione del viso e ne provava piacere a vederla in abbigliamento disinibito mentre lentamente si vestiva. Da completamente nuda, invece di divenire una gran signora di classe e borghese, si trasformava in una donna sconcia e volgare come una femme fatale.
“Capisci perché desidera vederti!” Esclamò Alberto sorridendo: “Sei magnifica! Stupenda!!”
Lei sorrise era tesa e agitata ma lo nascondeva bene e in fondo era eccitata da quello che stava facendo.
“Il rossetto!!” disse Alberto” Il dottore ci tiene”
Daniela si riportò davanti allo specchio e come una diva del cinema lo mise sfregandosi le labbra una contro l'altra per distenderlo bene su di esse, poi si tirò sui capelli e li raccolse sulla nuca fermandoli con una clip lucente di strass.
Alberto le passò il bracciale dorato che aveva messo sul comodino e lo agganciò.
Daniela continuava a muoversi nervosa per la stanza mentre si abbelliva e Alberto la osservava eccitato.
“Mi verrebbe voglia di saltarti addosso e fare l'amore! Ora qui!” esclamò Alberto.
Lei sorrise favorevole “Vuoi farlo davvero?” chiese.
“Lo farei volentieri, ma ora è meglio di no!” rispose” Dopo, quando torniamo. Ora e meglio non fare aspettare il dottore.”
Ma lui sapeva già che quella sera Daniela non sarebbe tornata e già si pregustava mentalmente la sua iniziazione da parte del dottore.
Attraverso il disegno e la trama colorata e lavorata del reggiseno si intravvedevano le mammelle pallide ed i capezzoli turgidi spingere la seta evidenziando l'eccitazione di Daniela in quella preparazione sacrificale.
Lei faceva fatica a muoversi con quelle scarpe, ondeggiava con il tronco e ancheggiava il suo sedere perfetto e adulto, indecentemente, perdeva l'equilibrio e si rimetteva subito dritta sui tacchi, ma pochi passi e ricominciava a oscillare. Il suo dondolare diventava accentuato e sexy.
Alberto non le staccava gli occhi d'addosso, non immaginava che fosse così bella ed erotica la sua donna abbigliata in quel modo.
Lei vanitosa si guardava e riguarda allo specchio, questa volta con superbia e orgoglio, consapevole di essere bella sessualmente e piacere agli uomini.
“Non è un peccato tenere solo per noi tanta bellezza?” esclamò Alberto in forma poetica osservandole le spalle. Lei rise.
“Allora dovrei andare in giro nuda e mostrarmi a tutti?” ribatté.
“Sì!” Rispose Alberto.
La tensione nervosa si stava attenuando. Daniela inconsciamente si stava immedesimando nella parte di esibizionista e scopriva che le piaceva mostrarsi.
Era pronta. Alberto prese un soprabito nero di Fendi che le posò sulle spalle coprendola, lasciandola solo con la lingerie erotica e quel abitino rosso e volgare sotto.
Lei sentendo la morbidezza del tessuto pregiato e il suo calore sulla pelle, si fasciò nel soprabito tirando su il colletto e i baveri fino al mento, e guardando Alberto ridendo, incrociò le braccia con il tessuto sulla vita coprendosi tutta.
Uscirono sorridendo, lei preoccupata, con lui che passandole un braccio sulle spalle la stringeva teneramente a sé come un innamorato.
Saliti in macchina ed usciti dal garage, l'auto corse veloce sull'asfalto. Alberto sapeva dove andare, conosceva il luogo. Ferma seduta accanto a lui, Daniela guardava la strada scorrere. Quel silenzio pareva la quiete prima della tempesta. I semafori passavano verdi e andavano alle loro spalle. Lei continuava a guardare la strada.
In quel silenzio e quel buio schiarito dai lampioni, furono ancora i pensieri a impadronirsi di lei agitandola. Daniela sapeva dove andava, era stata una sua scelta, già si immaginava il dopo.
Arriveranno, lei scenderà, andranno verso la casa, entreranno nella casa del dottore che lei troverà ad aspettarla.
Aveva sperato fino all'ultimo che questo momento non arrivasse... che fosse solo un sogno… o un incubo, invece era tutto vero, reale.
Aveva un tremore indefinibile sulla pelle che le correva su tutto il corpo, sentiva la seta fresca della lingerie che la stringeva. Le sue mani erano appoggiate al soprabito sulle gambe, come a proteggerle dai prossimi sguardi che l'avrebbero scrutata.
Pensava e rifletteva su quello che le era successo al circolo nelle settimane prima. All'inizio aveva provato disagio a mostrarsi davanti a degli sconosciuti, ma poi, pian piano inconsciamente iniziò ad assaporare il piacere di mostrarsi ed esibirsi, di apprezzare quegli sguardi maschili e femminili desiderosi e invidiosi del suo corpo che si posavano su di lei, e questo la spaventava.
Il sapere di dover essere nuda e avere gli occhi di sconosciuti puntati addosso, come a tutte le donne, la intimoriva. Le provocava, vergogna e umiliazione l'essere scrutata nel corpo, nelle sue parti intime, ma le provocava anche una emozione sconosciuta, che la elettrizzava, infondendole adrenalina in tutto il corpo.
Aveva provato disagio e piacere, oltraggio e lode, offesa e fervore mentre era nuda e accondiscendente agli sguardi di quegli sconosciuti. Temeva che quelle emozioni si sarebbero manifestate ancora, sia in pubblico che in privato, e tutto ciò accentuava di più la sua eccitazione.
Il dottore era stato scrupoloso, selezionando con cura l’abito che avrebbe indossato per quella iniziazione disponendo anche il colore dello smalto sulle unghie e del rossetto sulle labbra, nonché l’acconciatura con i capelli raccolti sulla nuca, come una vera signora, stabilendo anche il trucco leggerissimo che avrebbe messo.
Alberto come leggendo i pensieri della sua donna, si voltò e per un attimo si guardano negli occhi.
” Non preoccuparti amore! ...Io sarò sempre con te, anche quando non mi vedrai!”
Lei gli sorrise felice di quell'attenzione, di quella rassicurazione.
La mente della donna si preparava al momento guardando sfuggire allo sguardo un altro semaforo verde.
In quell’istante non riusciva più a ragionare. Aveva solo immagini che si accavallavano, di lei nuda, del Dottore e di chissà cos'altro nella mente… che la costringevano a non pensare.
Cercò di rilassarsi, sapendo che avrebbe dovuto farlo, mostrarsi, era lei che aveva deciso così.
Guardò di nuovo Alberto il quale accorgendosi del suo sguardo le chiese se era decisa.
“Se vuoi possiamo ancora fermarci, tornare indietro, devi essere sicura di quello che fai, deve essere una scelta che senti dentro. Se la fai tu senza costrizioni, poi starai meglio “Ed aggiunse subito come per metterla alla prova “Ci fermiamo?”
Daniela guardando davanti prima scosse il capo e poi annunciò con voce di sfida” No!... Sono pronta! Non ho paura di mostrarmi in privato”
Ma non sapeva che quello a cui andava incontro non era il solo mostrarsi, ma sottomettersi fisicamente e mentalmente al dottor Angelo.
Ci furono ancora sguardi e qualche scambio di frase “Era nel tuo destino e non lo sapevi” Mormorò Alberto.
“Che cosa?... Il mostrarmi nuda alla gente? “Chiese Daniela.
“Sì!” Rispose lui.
I loro sguardi si incrociano ancora e come ipnotizzata Daniela esclamò” Avrei fatto qualsiasi cosa mi avessi chiesto. Ti amo, so che non mi abbandonerai e sarai sempre con me per amarmi e proteggere”
Un lampo passò negli occhi d'Alberto che aveva carpito la sua fiducia, quella di una donna innamorata e pensava già a quando dopo di lei sarebbe toccato a sua figlia Sabrina.
Arrivati davanti a un grande palazzo elegante del centro città scesero, lei fasciata stretta nel soprabito con il timore che si vedesse qualcosa di sotto camminò dietro a lui.
Arrivati al portone Alberto suonò al citofono. Rispose una voce gentile in un italiano storpiato.
“Chi è?”
“Siamo arrivati!” annunciò Alberto “Il Dottore ci aspetta!”
“Sì! Venga su al qualto piano l'ascensole è a destla dell'atlio.” e nel mentre con un clak elettrico consentì l’apertura del grande portone a vetri colorati.
“Inizia ad andare, io posteggio la macchina e arrivo!” disse Alberto.
“Ma non è meglio se andiamo assieme? “Chiese Daniela ansiosa e turbata.
” Entra prima tu. Ora ci aspettano, non avere nessun timore, posteggio l'auto e arrivo”
Mentre lo diceva, Alberto si allontanò lasciandola sola ed uscì dal portone dirigendosi alla macchina ferma con i quattro lampeggianti accesi affianco al marciapiede e partì.
Lei si girò e ansiosa, attraversò il grande l'atrio e si diresse all'ascensore che era già al piano, entrò agitata, premete il quarto e salì.
Quando si fermò, uscì in un ampio pianerottolo con varie porte di rovere. Imbarazzata si guardò attorno non sapendo qual fosse quella del dottore. Era confusa e in difficoltà con sé stessa per lo stato in cui era sotto il soprabito.
Chinò il capo avvicinandosi a leggere le targhette d'ottone sopra i campanelli finché trovò “Dott. Angelo Medico Chirurgo, specialista in Ginecologia e Ostetricia e delle malattie dell'Apparato genitale femminile.”
Capì che era quella la porta e stanca e suonò non volendo aspettare Alberto nel pianerottolo, da sola, al buio, a dover riaccendere la luce ogni volta che si spegneva.
Le aprì la cinesina che era andata in banca a portarle i vestiti. Daniela la guardò con superiorità, aveva all'incirca una quarantina di anni, ben portati e fu invitata ad entrare.
”Plego signola dottolessa entli ... Il Dottole la sta aspettando”
Daniela passò l'uscio e si trovò in grande appartamento arredato in stile.
La domestica le chiese di darle il soprabito, lei si rifiutò e se lo strinse di più, ma sentì una voce arrivare di fianco dirle:” Glielo dia dottoressa, qui siamo solo noi tre e tra poco arriverà il suo uomo, che lei sia nuda o vestita o in déshabillé alla mia collaboratrice non importa.”
” Aspetto Alberto!” rispose lei stringendosi di più nel soprabito.
“Come vuole! Stasera saremo soli noi. Ha voluto lei così!”
“Venga che le faccio vedere la casa.”
Daniela non sapeva che fare, era intimorita.
Con lo sguardo freddo e tagliente il Dottore dichiarò.
” Non abbia timore di me! ...Io sono una persona particolare, il male o la sofferenza che potrebbe avvertire con me, la vivrebbe come piacere”
Daniela non capì, ma non gliene importò più di tanto in quella situazione, quell'uomo non le piaceva, non le interessava e tanto meno quello che diceva, ma faceva male a non prestagli ascolto.
Poco dopo un suono di campanello molto dolce annunciò che qualcuno era dietro la porta. Era Alberto.
La collaboratrice cinese aprì, lui entrò e gli diede la giacca. Daniela vedendo Alberto fece lo stesso e restò con quello splendido mini abito rosso che le aveva inviato il Dottore.
Si portarono nel soggiorno, un bell'ambiente raffinato con quadri di autore alle pareti e mobili e soprammobili di valore.
“Venga dottoressa.” La invitò il dottore allungando il braccio e facendole cenno di seguirlo la precedette nell'avviarsi. Nel salotto si sedettero sul divano lui e lei, mentre Alberto si accomodò in una poltrona di fronte.
Daniela si sedette con quel vestitino corto da cui, se solo avesse accavallato le gambe, si sarebbe potuto intravedere il bordo delle autoreggenti. L'abitino di seta era stato creato aperto davanti fino a mostrare il solco e la fattura merlata del bordo del reggiseno ed era un incanto con le scarpe dorate a decolté con tacco alto in contrasto con le unghie smaltate di fresco color rosso così come tutto il resto, rossetto, abito e lingerie. Daniela sembrava avvolta nella lussuria.
Alla luce della lampada a lato del divano, il dottore la osservò attentamente.
” Sì è molto bella, più di quello che immaginavo. Ha molto gusto Alberto:” fece osservare il dottore continuando ad osservare Daniela.
“Grazie dottore!” rispose lui compiaciuto di quel complimento indiretto.
Daniela era spaventata e confusa, ma non interveniva nei loro discorsi, stringendosi nel vestitino.
“Ha freddo Dottoressa?” chiese il dottore.
“Un po’! “rispose lei sfregandosi le mani sulle braccia come a scaldarsi e coccolarsi.
“Bene! Allora ci faremo portare qualcosa che scaldi “disse lui facendo un cenno alla collaboratrice cinese.
Poco dopo la cinesina arrivò con un vassoio e tre bicchieri dandone uno a ciascuno. All'apparenza di colore erano uguali, ma quello di Daniela era molto più alcolico.
Alle prime sorsate Daniela se ne accorse subito, sentiva un gusto forte e pungente sulla lingua e in gola, ma decise di berlo lo stesso sperando le abbassasse la tensione e le desse la forza di essere pronta ad ogni evenienza.
Invece ebbe l'effetto contrario.
Chiacchierarono un po' giusto il tempo di rompere il ghiaccio, il dottore fu gentile ed educato.
Lentamente Daniele iniziò a sentirsi accaldata, il suo viso avvampo di calore e rossore.
“Ha ancora freddo dottoressa?” chiese il dottore con un sorriso malizioso.
Lei non rispose e lui proseguì” Su! Vedrà che tra poco si sentirà molto meglio” e si alzò, facendo un cenno alla cinesina, che subito arrivò al suo fianco.
Un sorriso del dottore le fece intuire, come la immaginasse, gli fissava il petto e la scollatura senza pudore, davanti ad Alberto il suo compagno, passandosi come un vecchio porco la lingua sulle labbra per libidine e non perché volesse assaporare ancora il gusto del drink... .
All'improvviso l’uomo girò dietro al divano e, sotto lo sguardo fermo e impassibile di Ho Chin e quello compiaciuto di Alberto, mettendosi dietro di lei, le accarezzò il collo complimentandosi per la sua bellezza e il suo look, infilandone una subito dopo dentro la scollatura, imbarazzandola enormemente.
Turbata ma senza scomporsi da gran signora lei esclamò” Che fa dottore?”
“Quello che desidera lei dottoressa! Non stava desiderando le mie mani sul suo collo e sul seno? Le mie dita sui suoi capezzoli duri e già eccitati pronti a ricevere e dare piacere?”
Daniela restò sconcertata e confusa da quella frase, non seppe rispondere, mentre lui continuava a frugare sotto la scollatura del vestitino, manipolando e alternando le mammelle dentro il reggiseno mentre Alberto osservava condividendo. Poi come a volere metterla a suo agio, ribadendo che faceva caldo, all'improvviso le tirò giù la cerniera dell'abito scoprendole la schiena spingendo le spalline con le mani le fece cadere il vestitino in avanti, lasciandola con indosso soltanto il reggiseno.
Tra il suo imbarazzo e turbamento, il Dottore fece nuovamente il giro del divano e si portò davanti a lei e, prendendola per mano, la invitò ad alzarsi, lei confusa seguì il suo gesto come un automa e lui quando fu in piedi proseguì nella spoliazione tirandole giù il vestitino prima sui fianchi per poi farlo scivolare dalla pelvi alle cosce e farlo cadere ai suoi piedi, lasciandola in mutandine e reggiseno, oltre che con le autoreggenti.
Nella stanza c'era silenzio, solo il respiro forte di lei, sorpresa ed eccitata da tanta sfacciataggine e audacia, che non reagiva e guardava Alberto che non diceva nulla. E avvertiva una strana eccitazione.
Il dottore allungando le braccia dietro al suo reggiseno lo sganciò, lo sfilò e tirandolo giù per le spalline sulle braccia levò gettandolo a terra lasciandola con le mammelle libere sul torace a muoversi per le escursioni respiratorie agitate. E, posando le sue mani pallide e magre sui suoi fianchi, abbassandosi, le tirò giù il perizoma alle ginocchia e poi fino ai piedi, levandolo e lasciandola nuda con il seno gonfio, i capezzoli turgidi e il sesso gonfio di peluria e palpitante.
Daniela arrossata in viso era incredula di sé stessa. Si era lasciata spogliare ancora da quell’uomo, quel vecchio, senza dire nulla, senza tentare la minima resistenza, neanche verbale. Era davanti ad Alberto come l’aveva già vista altre volte indossando solo le calze velate e il reggicalze rosso, che facevano risaltare di più la sua figa pelosa e la sua pelle chiara.
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