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STORIE E RACCONTI EROTICI

VIETATI AI  MINORI DI 18 ANNI

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L’AMORE PERVERSO

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VIETATO AI MINORI DI 18 ANNI.

 

 

  

L’AMORE PERVERSO

 

 

 

Note.

 

L’amore svela la verità dell'essere umano, i suoi pregi e le sue debolezze, noi non

 

siamo pronti in ogni momento della nostra vita ad abbandonarci a un sentimento così travolgente che mette a nudo la nostra anima, ma in determinate situazioni si... siamo disposti a tutto quando amiamo.

 

Cap.4 UNA FIGLIA MERAVIGLIOSA. 

 

 

Sabrina aveva 18 anni compiuti da poco quando Daniela e Alberto si conobbero. Ci vollero due mesi dopo di quel fatidico invito a cena con dichiarazione e manifestazione reciproca del loro amore prima che si incontrassero lei e Alberto.

Daniela sempre più presa dal suo amore per lui, prima di iniziare a convivere un pomeriggio a casa sua gli aveva fatto conoscere la sua bella figlia Sabrina. Quando gliela presentò, Alberto si trovò davanti una splendida ragazzina, bellissima, con due grandi occhi verdi e un sorriso fantastico, più bella di sua madre.

Era molto bella Sabrina, con la pelle lattea come la luce pallida della luna. Semplice e naturale, molto educata e rispettosa.

Subito scrutandola pensò:” Probabilmente è ancora vergine e non solo fisicamente, ma anche moralmente e mentalmente!”

Osservandola percepiva il suo profumo verginale forte, puro, denso e giovanile entrargli nelle narici e inebriargli il cervello.

Nelle settimane e mesi seguenti la figlia Sabrina era diventata una preda ambita su cui Alberto aveva posato gli occhi.

Erano passati quasi quattro mesi di convivenza e Daniela e Alberto e il legame tra loro due si era cementato di più diventando profondo e indissolubile, vivevano e dormivano insieme. Si erano conosciuti bene in quel periodo e Daniela era felice di vivere con quello splendido ragazzo che amava e poco le importava se era più giovane di lei e dei mormorii della gente che la criticava.

Non vedeva l'ora che passasse un anno e come si erano promessi così dopo essersi conosciuti bene si sarebbero sposati.

Alberto era una persona seria, un ragazzo d'oro all’apparenza, dedito al lavoro e a lei soltanto, la rispettava, Daniela con lui si sentiva realizzata.

Un giorno era il compleanno di Sabrina, il suo diciottesimo compleanno. Il pomeriggio del giorno del compleanno di Sabrina, di pomeriggio Daniela fece una grande festa in casa ed ha invitato tutte le amiche di Sabrina. C’era la classica torta e il soffio delle 18 candeline, ci fu la consegna dei doni e le danze. Madre e figlia erano felici, tutto era perfetto, troppo perfetto.

La donna era orgogliosa di sua figlia, bella intelligente, educata e rispettosa di sé stessa e degli altri.

Quel pomeriggio si fermò anche Alberto a festeggiare aiutando Daniela a servire salatini, dolci e bibite. Quando terminò di provvedere alle ragazze, tra il caos della musica, le risa e le grida di” Tanti auguri a te!!!” lui si sedette sul divano ad osservare tutta quella gioia adolescenziale che le girava attorno interessato e divertito nel vedere tutte quelle ragazzine correre per casa sculettando i loro sederi, muovendo i loro culetti sodi e perfetti come se fossero gallinelle in un'aia.

Passato il pomeriggio dedicato alle amiche, alla sera la festa fu privata, famigliare, andarono tutti al ristorante, Sabrina, nonna Matilde, Daniela oltre Alberto naturalmente che ormai era accettato nella famiglia e ne faceva parte.

Durante la cena, dopo parole convenute, Alberto tirò fuori dalla tasca un pacchettino, era il suo regalo, non aveva detto a nessuno che cos'era, nemmeno a Daniela, e lo passò a Sabrina.

“Fai attenzione quando lo scarti, è delicato” Le sussurrò sorridendo.

Trepida ed eccitata come una ragazzina a Natale, Sabrina lo scarto un poco e vedendo cos’era lanciò un urlo di gioia ....

”Wwwwwwwhhhhhooooooohhhhh!!!!!!”

Lo posò sul tavolo fece, il giro e andò ad abbracciare al collo e baciare sulla guancia più volte Alberto.

“Grazie! Grazie!! Grazie!!... Mille grazie!!”  Gli disse stringendolo forte con le sue esili braccia sotto lo sguardo felice della nonna Matilde e di Daniela contente che anche lui amasse la loro ragazza, il loro gioiello.

Stupita e contenta di quell'atteggiamento affettuoso di sua figlia verso Alberto, Daniela chiese curiosa: “Che cos'è?”

“Lo smartphone mamma !!...” Gridò lei felice scartandolo completamente e mostrando la scatola:” Guarda! L’ultimo tipo, Oukitel C61 Android 15 con la cover rosa, non come quello che ho. Posso navigare anche su internet!” e contentissima lo mostrò a tutti.

Daniela sorrise, guardò Alberto negli occhi e gli strinse la mano mettendola sotto la sua, era felice dell'atteggiamento che aveva Alberto verso Sabrina, che la considerasse come una figlia e questo le piaceva.

“Non dovevi Alberto!... Chissà cosa combina ora con quello smartphone di ultima generazione, già era difficile controllarla prima, figuriamoci adesso!” disse Daniela da mamma, sorridendo.

“Ma figurati!... Si divertirà. Cosa vuoi che faccia, è una ragazza giudiziosa.” Rispose lui.

E invece tutto quello faceva parte del suo piano perverso, in quel modo aveva il numero di cellulare di Sabrina e poteva contattarla o farla contattare da chi voleva lui. Tramite una app istallata su entrambi gli smartphone quello di Sabrina era clonato con il suo attraverso quell'applicazione chiamata Air Droid Remote Support e aveva la possibilità per mezzo di un segnale sonoro sulla sua app di conoscere quando quello di Sabrina diventava attivo, cioè fosse in funzione e grazie all’applicazione poteva vedere e ascoltare con chi parlava, quando, cosa dicesse o guardasse sullo smartphone regalatole. Si guardò bene di dirlo e di informare Daniela. Era un suo perfido segreto che avrebbe usato come un grimaldello. Le disse soltanto:” Non usare più quello vecchio, da ora adopera quello nuovo!”

“Ci puoi giurare!” Rispose felice la ragazza” Il mio, quello vecchio lo metto in un cassetto!” e rise.

Alberto sorrise, si era saputo inserire bene in quella famiglia benestante e borghese tutta femminile, oltre a prendere il cuore di Daniela aveva preso l'affetto di sua madre Matilde e la simpatia di sua figlia e non voleva solo quella da Sabrina, desiderava prendere o far prendere ad altri anche la sua purezza, la sua verginità.

Alberto la osservava silenzioso mentre Daniela e sua madre Matilde cenando chiacchieravano tra loro, lui la contemplava e pensava “Diciotto anni ... e tra le tue gambe probabilmente non è ancora arrivato il mare del piacere, né quel vento sottile come brezza lontana che si infila sotto le gonne e fa fremere la pelle di desiderio e piacere. Il tuo sesso vive chiuso nel suo scrigno a preservarne la tua integrità e purezza dal peccato e dagli uomini” Continuando nella sua riflessione contorta e morbosa, quasi poetica “Sei bella e chiara come il fascio di luce di una pallida luna che rischiara la notte Sabrina. Eppure dentro di te sei viva e pulsante come una ragazzina normale, desiderosa di scoprire e provare le gioie del piacere in tutte le sue forme anche quelle estreme”

Pasteggiando la osservava con attenzione e morbosità, senza farsi notare da Matilde e Daniela.

Nei mesi che erano passati Alberto aveva notato che il giovane corpo stava cambiando perdendo le fattezze da adolescente prendendo le fattezze e la forma di una signorina e stava sbocciando come una rosa e loro l'avrebbero fatta sbocciare anche psicologicamente.

Quel loro, si riferiva a una coppia di anziani conoscenti di Alberto, un medico ginecologo e sua moglie una biologa Francese. 

“Loro sì ...che la svezzeranno bene” pensò e si ripromise di parlarne appena li avrebbe incontrati.

Sabrina era una di quelle ragazze rispettose dedite allo studio, pura, moralmente candida, che il solo vederla a uno come Alberto faceva venire desiderio di contaminarla eroticamente, sporcarla con il germe del peccato e della perversione. Faceva parte di quel tipo di giovani morigerate e virtuose che appena le guardi provocano l'erezione e suscitano mille pensieri peccaminosi.

Educata, timida e inibita per la sua età, dove in genere erano tutte delle puttanelle e non più vergini, lei aveva ancora quell'aria pudica e per bene da ragazza dignitosa e rispettosa.

Non aveva dimestichezza con il sesso, se non per quello sentito dire dalle sue amiche o insegnatole con delle metafore da sua madre o di quello praticato silenziosamente e sola in camera sua nella masturbazione.

Alberto molte volte aveva desiderato di avere una ragazza così a disposizione, bella, garbata, vergine, da iniziare ed educare a tutto e ora c'è l'aveva lì a portata di mano. Sembrava che dovesse solo coglierla.

Sabrina era alta 1.65 centimetri, una seconda di seno, con un culetto alto e sodo su gambe lunghe e slanciate che terminavano in una fighetta carnosa e ricca di giovane peluria chiara come sua madre. Vestiva casual o alla moda come la sua generazione. Alberto quando la vide la prima volta lei indossava dei fuseaux, un tipo di pantaloni aderenti ed elasticizzati e quando si voltò dandole le spalle per allontanarsi, vide il più bel sedere che avesse mai visto in vita sua, alto, sodo e compatto che sembrava scolpito.

Alberto attratto e interessato pensò che doveva scoprire di più su di lei oltre quello dettogli da sua madre, i suoi pensieri segreti e le sue preferenze al di fuori dell'ambito famigliare. Però doveva stare molto attento a Daniela, sua madre, se avesse sospettato qualcosa le avrebbe fatto mille domande e sarebbe stata capace di cavargli gli occhi pur di difendere sua figlia.

Aveva notato curiosando non visto nella sua cameretta, sulla piccola libreria un “je t’aime”, scritto in corsivo indelebile sul suo diario, dentro un cuore trafitto con il suo nome e quello del ragazzo che aveva sempre sognato, Matteo.

Come in meditazione Alberto sorseggiando continuava a seguire i propri pensieri malati incurante della chiacchierata tra Daniela e sua madre Matilde che lui nemmeno ascoltava preso dalla concentrazione su Sabrina.

Non le pareva vero e non credeva ai tuoi occhi. Quante volte aveva desiderato incrociare lo sguardo pudico di una ragazza e ora lo aveva davanti a sé sorridente e felice.

Quel je t'aime sul diario non cambiava niente, probabilmente era un giovane amore che sognava nelle notti in cui si masturbava e che nel giorno le faceva contare le ore prima di incontrarlo, fremendo al pensiero che l'avrebbe visto, ricambiata da lui e dal suo sguardo, per poi fare due passi insieme davanti alla scuola con i libri sottobraccio, parlando di niente prima di entrare.

Alberto pensava ai suoi momenti intimi segreti, a quando questo Matteo gli aveva sfiorato per la prima volta la mano e a lei quando persa dentro un suo bacio con il cuore tremante diventava sempre più bella, sempre più sexy.

Aveva qualcosa nel suo comportamento che la rendeva molto desiderabile, anche perché ogni gesto che faceva o ogni frase che diceva avevano un qualcosa di puro, peccaminoso e provocante allo stesso tempo. La vedeva felice, dove contenta aveva smesso di pranzare e si dedicava a digitare veloce sul suo smart phone nuovo che le aveva regalato, sembrava che lo avesse sempre avuto da quanto era brava e capace a muovere velocemente le dita sul display e sulla tastiera virtuale.

Sembrava più aperta e disponibile con quel nuovo smartphone e quel sorriso perfetto, innocente e ingenuo, lo osservava con gioia, ma lui, Alberto non poteva avvicinarsi, toccarla e assaporare il suo sesso giovane che immaginava e desiderava.

Si diceva che doveva sapere di più di Sabrina, iniziare a conoscerla intimamente.

Così mentre Daniela e sua Madre Matilde pasteggiavano conversando tra di loro, Alberto ne approfittò per scambiare qualche chiacchiera con Sabrina, scoprendo che aveva un profilo Facebook, dove presto si sarebbe iscritto anche lui e per seguirla meglio avrebbe chiesto l'amicizia iniziando a curiosare tra le sue di amicizie. Voleva scoprire i suoi gusti e i suoi pensieri, e in seguito avrebbe appreso che era iscritta con alcune amiche ad un corso di ballo nella città, di salsa e merengue.

Osservandola digitare gioiosa sul touchscreen, ripensava alle parole di orgoglio e compiacimento dette su di lei da sua madre tra cui “Dopo il liceo Sabrina studierà nella mia stessa facoltà, compirà lo stesso master e stage, la inserirò nel mondo bancario e della finanza, avrà una vita da manager e donna arrivata come me.”

Alberto pensava a quel ricordo” Quindi il percorso di Sabrina sarà l'università, la laurea, una professione sicura! ... Si sposerà, avrà un figlio o più di uno e sarà una mamma amorevole, una moglie fedele e un’impiegata di banca”

Alberto rifletteva osservandola, iniziando uno strano discorso interiore come se parlasse con lei e con sé tesso...: “No!!... Non può la tua bellezza, la tua ingenuità e verginità essere sprecate così ed essere una impiegata di banca anonima. Tu devi essere educata, iniziata nella tua purezza morale e fisica all’arte amatoria, devi essere contaminata da desideri sessuali e carnali che siano di sottomissione e perversione, come farò presto con tua madre, che educherò alla depravazione.” Proseguendo sempre osservandola nel suo discorso mentale e morboso “Ma tua madre non è pura nell'educazione estrema, è già stata contaminata da altre emozioni, altre gioie fisiche e carnali che tu non hai avuto ancora e che presto io ti farò vivere.

Tu! ...Tu sei pura! ...” si diceva vaneggiando mentalmente, quasi con rispetto come se parlasse direttamente con lei e non con sé stesso” Sarai una novizia! Diverrai una sacerdotessa del peccato! Il tuo pigiamino giallo, profumato di detersivo ancora con le paperelle all'altezza del seno, lascerà il posto a ben altri tipi di indumenti erotici, e la tua verginità e ingenuità sarà solo un ricordo. Saranno un passato che non riconoscerai più!... Come il tuo diario e il tuo cuore infranto che sanno di baci dati su una panchina con il gusto e sapore d'amore e d’affetto e non di passione ed erotismo!”

Continuando a trastullarsi in quel pensiero morboso, mentre madre e figlia chiacchieravano e la dolce Sabrina giocava con il suo cellulare proseguì a pensare “Conoscerai altre emozioni Sabrina, altre gioie carnali... forti, vere e lussuriose e ti domanderai incredula come tu abbia potuto essere anche così, come sei oggi.

Non imparerai la finzione del piacere, ma la realtà del godimento insieme al dolore che amerai in ugual misura se non superiore al piacere perverso che invaderà il tuo cuore, la tua anima e il tuo corpo. A cui non potrai più rinunciare.”

Rifletteva silenzioso sui suoi desideri e intenzioni perverse quasi delirando dentro di sé, con gli occhi puntati su di lei guardandola muoversi e provando un piacere immenso fisico e cerebrale a quei pensieri e intenzioni.

“Tutto cambierà in te Sabrina!... Proprio nel momento in cui crederai di conoscere te stessa e il tuo futuro, ti trasformerai e ti scoprirai in una forma che mai avresti pensato di essere. Diventerai raffinata e ubbidiente” Poi tirando un sospiro di desiderio e uno sguardo compiaciuto a lei, facendo una pausa mentale considerò” Ti farò educare dal Dottore e da sua moglie. Loro sapranno farti diventare una giovane soumise, una esclave esemplare e ubbidiente.”

Si cullava in quei pensieri morbosi e malati, mentre Daniela e sua madre, non sapendo cosa pensasse lui in quel momento, ogni tanto guardandolo le sorridevano felici.

 

Sabrina era molto bella, più di sua madre, fine ed educata, sembrava una visione con i capelli biondissimi portati lunghi, lisci o mossi sulle spalle.

Mostrava il viso angelico e un corpo longilineo e ben fatto, con due tette seconda di misura e un culetto perfettamente a mandolino, piccino e alto, sopra due gambe snelle e lunghe, non valorizzato dagli indumenti adolescenziali che ancora indossava.

Crescendo aveva assunto atteggiamenti molto sexy, anche se non cercati, al pari del suo abbigliamento giovanile. Inoltre si mostrava particolarmente affettuosa con Alberto, si sentiva attratta come fosse suo padre vero, era felice che mamma fosse la sua compagna e ne diventasse moglie, piaceva anche a lei Alberto e seppur timida era entrata in confidenza con lui, al punto da metterlo in imbarazzo quando lo abbracciava forte o si sedeva sulle sue gambe.

Per lui era un percorso normale che la figlia di Daniela fosse destinata al Dottore, un sessantenne che avrebbe colto per primo la sua intimità verginale e l'avrebbe iniziata a essere pronta, per diventare donna ed essere offerta alla dominazione di un padrone.

Per comodità di convivenza Daniela in quei primi mesi aveva deciso di far vivere Sabrina dalla nonna, per restare un po' sola lei e Alberto, lei sarebbe venuta solo saltuariamente a dormire con loro. Questo dispiacque ad Alberto che sperava di stare più vicino a Sabrina, ma da una parte le conveniva non averla in casa perché avrebbe avuto mano libera con Daniela senza ostacoli o intrusioni.

Perché prima di iniziare con Sabrina, avrebbe educato sua madre alla perversione. Fece buon viso e cattivo gioco alla sua assenza. Per conquistarla di più a sue spese fece tappezzare dal decoratore una stanzetta identica alla sua a casa della nonna, in modo che non sentisse troppo la differenza e poi si sarebbero visti ogni giorno a pranzo o cena e ora lei aveva lo smartphone clonato, quindi era soddisfatto.

Ma mentre era assorto in quei pensieri e considerazioni, all’improvviso la sua meditazione, i suoi pensieri furono interrotti da una voce: “Allora Alberto!” sentì dire da nonna Matilde” Mi raccomando le mie bambine, me le tratti bene.”

“Certo non dubiti signora Matilde, sarò per Daniela il migliore dei mariti e per Sabrina non voglio esagerare dicendo padre...ma un ottimo amico sì!”  Esclamò sorridendo e guardandola insieme a Daniela.

Quelle donne, erano tutte e tre felici di lui, tre generazioni di femminilità diverse che si affidavano a quell'uomo, ad Alberto, che avrebbero conosciuto bene in seguito e che le avrebbe degenerate tutte e tre.

Il suo bel sorriso, la sua faccia da bravo ragazzo semplice e buono, l'espressività della sua bellezza le aveva ammaliate.

Daniela si reputava fortunatamente di avere incontrato quell'uomo e lo stesso pensiero lo aveva anche sua madre Matilde.

A cena lui le osservava tutte e tre perversamente come il gatto scruta i topolini prima di catturarli. Guardava con libidine le loro labbra aprirsi e chiudersi per far entrare il cibo, muoversi assieme alla lingua mentre masticavano e parlavano.

Studiava la bocca della piccola Sabrina come si muoveva, così sensuale e innocente, il suo aprirsi in forma circolare con le labbra protruse, sode, per accogliere il cibo, come se fossero in posizione di suzione per un rapporto orale.

Quelle di sua madre le conosceva già, mentre quelle della nonna, anche se gonfie, piene di rossetto e forse silicone erano erotiche nella loro senilità.

In Sabrina, Alberto vedeva tante sfumature che andavano dal candore all’innocenza e si mischiavano nei suoi pensieri con altre di lussuria e libidine. Nei suoi occhi, nelle sue labbra, sul suo viso c'era la purezza, che gli inebriava la mente di fantasie lussuriose e peccaminose.

Un sorriso, un’espressione ... quante interpretazioni erotiche poteva suscitare un gesto di Sabrina.

Eppure sapeva che su di lei non poteva fare niente se non fantasticare, non per rispetto a sua madre Daniela, ma perché l’aveva intenzione di prometterla al dottore e a sua moglie. Ci avrebbero pensato loro con la loro raffinatezza.

Non riusciva ad avere pensieri sani in quel momento su di lei, su di loro, chiunque guardasse, Sabrina, Daniela o Matilde, le scrutava sotto il profilo erotico, perverso.

Daniela si sentiva bene ed era a suo agio quella sera, la convivenza di quei mesi la rendeva tranquilla, perché credeva nella passione della persona che amava, credeva in Alberto. Daniela non immaginava minimamente cosa avesse in serbo il suo amato per lei e per Sabrina ed anche per sua madre.

Lui era fiero di sé stesso, di aver conquistato la loro fiducia oltre che l'amore di Daniela. Ma questo sessualmente e psicologicamente non gli bastava…. Ora voleva qualcosa di più e sapeva cosa.

Quello che aveva intenzione di compiere le veniva dalla sua depravazione e dalla sua forza interiore, qualcosa di trascinante e potente che avrebbe corrotto anche loro. Era così potente e viziosa la forza della sua depravazione che lui la considerava sublime, quasi magica. Lui sprigionava fervore, attrazione e simpatia sugli altri e ne contemplava estasiato le conseguenze e tutto era davvero fantasticamente degenerante.

Daniela per lui era come catturare un animale selvaggio e addestrarlo a fare quello che si vorrebbe, trasformarlo senza catene, solo con l'imposizione psicologica, facendogli amare quella sottomissione e l’atto di ubbidienza che le procurava, come quando si addestrano le cagne e tali nei suoi pensieri erano loro.

Daniela da donna pratica e arrivata, sapeva perfettamente che non era sempre oro quello che brillava, che niente era come sembrava, ma si sentiva bene in quel momento con Alberto e tutta la famiglia. Non poteva leggere i pensieri che Alberto sorridendole aveva su di lei, su sua figlia e anche su sua madre, ma felice diede inoltre la notizia che l'anno prossimo lei ed Alberto si sarebbero sposati, anche la data, il 21 marzo e fu un tripudio di baci e abbracci da parte di Sabrina e di Matilde a tutte e due verso Alberto e Daniela.

Erano davvero felici che regolarizzassero la loro unione, che quel bel ragazzo di Alberto sposasse la loro Daniela. Mentre lei sentiva gli occhi penetranti di Alberto su di sé, i suoi sguardi indagatori e gli sorrideva.

In tutto quel tripudiare d'affetto e baci sulle guance e braccia sul collo i suoi occhi volevano comunicare con Alberto. Fermare tutti i pensieri che attraversavano la sua mente e la travolgevano e manifestarle il suo amore, la sua tenerezza, la sua dolcezza. Avere i suoi occhi, il suo sguardo erano una conquista, un segno, l'amore e il futuro, e tutta quella allegria l'accompagnò per tutta la serata.

Quando uscirono dal ristorante erano sazi, respirarono l'aria fresca della sera e passeggiarono a braccetto lei ed Alberto, mentre Sabrina vicino a sua nonna faceva lo stesso .

Daniela lo abbracciava tenendo Alberto stretto per il braccio, gli stava vicino e lui si lasciava avvolgere il braccio dalle sue mani, bisbigliandole” Ti amo!”

 

Dopo quella cena passò qualche settimana e l'estate si avvicinava.

Una sera Alberto rientrò a casa con un grosso pacco e una bottiglia di vino bianco. La loro vita stava scorrendo in modo dolce e naturale.

Fecero una cena romantica e intima a casa loro e tra una risata, due parole, un bicchiere di vino tirò l'altro, bevendo quasi tutta la bottiglia. Daniela non si lasciava pregare a sorseggiare, ma stava esagerando, specie per chi ha sempre bevuto poco alcol per via della dieta.

“Su bevi!” La esortava lui. “Questa è una serata speciale, tutta nostra!” le sussurrava versando ancora nel bicchiere.

“Non bevo neppure io abitualmente, ma l’alcol lo reggo bene e anche tu vedrai, e dopo intanto andiamo a dormire” le disse Alberto esortandola a sorseggiare.

Quella serata era diversa dalle altre, entrambi si sentivano allegri e da lì alla disinibizione il passo fu breve.

Dopo cena, Daniela si sedette sul divano con quelle sue meravigliose gambe accavallate a guardare la tv. Per Alberto la voglia di prenderla ed averla era tanta, ma altrettanta era il desiderio di osservarla così sexy ed erotica, quasi oscena.

Sabrina era dalla nonna e quella notte erano soli e lui lo sapeva.

“Ti faccio una foto!” disse sorridendo Alberto.

“No!!... Che sono orrenda così! Sembro una casalinga!” esclamò Daniela.

Ma Alberto preso lo smartphone scattò una foto che venne con il braccio di Daniela alzato sul viso a nasconderla.

“Qui sì che sei venuta male, te ne faccio un’altra!” esclamò lui e scattò all'improvviso un click.

Poi facendolo apparire un gioco sfacciatamente ridendo disse “Dai alza la gonna che ne faccio una alla lingerie che indossi e la metto in vetrina in negozio!”

“Nooo!!! ...Sei pazzoo!!” rispose ridendo Daniela” Sono una direttrice di banca, ho una reputazione da difendere, devo essere seria, non solo appararlo”

Ma presa anche lei dal gioco erotico divertita quasi inconsciamente appoggiò le mani sulla gonna: “Così? ...” chiese con un sorriso malizioso tirando la gonna un po' su sopra le cosce, dicendo tra il serio e lo scherzoso” Ma non esporla però!... E non farla vedere a nessuno.”

“Tranquilla amore! Quelle che ti scatto le terrò per il mio cuore e la mia anima e le guarderò quando ti penso” rispose lui.

A quella frase risero tutte e due e lui scattò un’altra foto con la gonna tirata su oltre le ginocchia, quasi agli inguini, con le cosce fuori.

“Bellissima amore… Ora una allo stesso modo ma in piedi” proseguì Alberto come se fosse realmente un fotografo.

“In piedi?” Ripete lei dubbiosa ma allegra dalla ebbrezza del vino.

“Sì, come nei film dai, tirala più su intanto le scarico sul tuo computer e le tengo qui in casa per noi, non le vedrà nessuno” precisò per convincerla.

“Ma se le tiro ancora su, si vedranno le mutandine!” esclamò

“Sìì!” Gridò Alberto scherzoso.

Complice il vino, Daniela si alzò in piedi e con uno sguardo malizioso tirò la gonna su, oltre gli inguini mostrando oltre le cosce nude, le mutandine nere di seta con pizzo ricamato.

“Fotografa solo le gambe però!”

E lui giocando e spostando la macchina fotografica su e giù portò l’obbiettivo sul volto.

“Non il viso!” si raccomandò lei.

“Sì, certo, stai tranquilla! Il viso non lo riprendo” rispose lui e la fotografò ancora con la gonna su mostrando le mutandine.

Finito di scattare lei si risedette sul divano chiamandolo vicino a sé per guardare la tv cosa che Alberto fece, e si diedero un lungo bacio appassionato preludio di una serata lussuriosa.

“Cosa c'è nel pacco che mi hai portato?” chiese curiosa Daniela, avendo aspettato fino all'ultimo sperando che lui glielo dicesse prima.

“Della nuova lingerie di marca che è arrivata oggi in negozio. Ho preso dei campioni della tua misura, per vedere come ti stanno. Provali dai!” la sollecitò alzandosi prendendo il pacco, appoggiandolo sul tavolo e iniziando a scartarlo.

“Provarli? Chiese lei sorpresa.

“Sì! … Siamo a casa nostra, sarai la mia modella over 40” rispose lui sorridendo.

“Ma! ...” esclamò Daniela ma la frase morì lì con quel ma....

“Dai su, aprilo tu!” la esortò Alberto.

Daniela curiosa non se lo fece ripetere e finito di scartare il pacco, tirò fuori una grossa scatola bianca e la aprì rimuovendo il coperchio.

Sorrise e iniziò a tirare fuori gli indumenti, reggiseno burlesque, mini perizoma, calze e reggicalze nere disegnate e traforate.

Daniela guardò stupita esclamando” Ma sono scandalosi!” e allungò la mano per prendere un perizoma:

” Questo sarebbe piccolo anche per Sabrina, figurati a me” e rise continuando scherzosa “Vuoi fare di me una vamp? … Con questo addosso sembrerei più una modella da pornoshop che da passarella!” e proseguì a ridere.

“Dai amore!” insistette Alberto” Siamo soli in casa, solo io e te! ...Provali!”

La situazione, il giocare e l’effetto dell’alcol si manifestava in lei, la disinibiva e rendeva allegra e scherzosa.

” Ma!... Ma dai Alberto!!... Mi vergogno con questi indumenti addosso!” disse imbarazzata.

“Oh su dai amore! ...” Insistette Alberto:” Non dirmi che ti vergogni di me!”

“No di te no! …Ma mi devo spogliare?” chiese assecondandolo per farlo contento.

“Sì certo! Denudati!” rispose lui e la aiutò abbracciandola. Daniela tolse la gonna e la camicetta restando con culotte e reggiseno classici, tipici da donna borghese.

Lui si allontanò e scattò un’altra foto all'improvviso.

“Nooo!! ...Dai Alberto, non in questo stato!!” esclamò lei” Non voglio, non fare fotografie! Non mi va lo sai… e poi sono mezza nuda!”

“Ma le faccio solo per giocare con te, solo perché è eccitante. Guarda!” Disse lui:” Non le scaricherò nemmeno, al termine darò a te lo smartphone e le cancellerai tu stessa”

Lei era in mutandina e reggiseno. Tentennò e reclamò ancora cercando di convincerlo a desistere, ma non ci riuscì. Lo guardò contrariata, ma non disse più niente.

Si sfilò il reggiseno mostrando le mammelle gonfie con i capezzoli turgidi e già eccitati e si avvicinarono e Alberto le prese in mano tutte e due, bellissime, bianche, baciandole, poi si allontanò e lei abbandonò le braccia lungo i fianchi consenziente felice di farsi fotografare nella sua intimità.

Alberto la fotografò e Daniela era imbarazzata ma anche turbata, eccitata, era la prima volta che si faceva fotografare a seno nudo.

Gli chiese di togliersi anche la mutandina.

“Noo!! ...Quelle nooo dai!!” rispose lei decisa ma lui insistette “Dai amore! È solo un gioco tra noi! Siamo a casa nostra!”

“Ma sono imbarazzata... mi vergogno di me stessa, non ho mai fatto queste cose”

“Dai amore!” replicò lui guardandola sornione con tenerezza e dolcezza dove sotto la sua maschera di una placida e bonaria spensieratezza, nascondeva un’astuzia vigile e sottile.

“Ma devo proprio toglierle? ” ripeté lei ancora più imbarazzata ma contenta e sempre più attratta dalle attenzioni erotiche che Alberto le dava.

“Sì amore!” rispose eccitato Alberto e lei titubante, ma turbata, sospirando scuotendo la testa in un sorriso le tolse facendo un sospiro di rassegnazione e accettazione. Si chinò tirando giù la culotte di seta nera traforata e, mentre compiva quel gesto, lui scattò tre foto, una mentre piegata toglieva lo slip, mostrando il suo magnifico sedere, l'altra che la ritraeva piegata con le braccia ai piedi e le mammelle penzolanti e un'altra appena si tirò su, mostrando completamente nuda la figa composta di un triangolo peloso molto curato.

Daniela in quella condizione continuava ad avere i capezzoli eretti e duri poiché era eccitata anche lei di quel gioco improvviso anche se non lo voleva mostrare.

Mai avrebbe accettato di compierlo se fosse stato programmato, ma così… tra la cena e il vino e la sorpresa finale, mezza frastornata diventò accondiscendente.

Nuda in piedi a fianco al divano era bellissima in un corpo maturo e stupendo e con la luce della lampada che la colpiva era molto erotica.

Alberto si soffermò ad osservare il sesso di Daniela ed ora che lo guardava in quella situazione era davvero antiestetico e per niente sensuale con tutti quei peli.

Le disse di restare ferma che voleva fotografarla ancora e nuda ma lei protestò.

“No adesso basta!... Le hai già fatte!”

Non voleva, ma Alberto si avvicinò, la accarezzò e baciò sulla spalla sussurrando “Guarda che dopo ti do lo smartphone e le cancellerai tu stessa…” ripeté sempre baciandola sulla spalla.

Non lo aveva mai fatto, quella era la prima volta che veniva fotografata svestita ma accettò la richiesta del suo amore e si fece fotografare nuda.

Uno, due, tre click e flash, e le sue intimità da direttrice di banca e di signora borghese finirono nello smartphone di Alberto.

“Dai su, vieni qui! Indossa questa lingerie!” la sollecitò sorridendo allegro.

Daniela si portò vicino al tavolo contrariata ma divertita, mise il braccio nella scatola e prese in mano il mini perizoma, lo allargò e porto in alto e lontano con le braccia tese per osservarlo meglio, esclamando ancora:

“Ma non mi va questo!... Non vedi come è ridotto? È minuscolo, da ragazzina!”

“Tu provalo!” la incoraggiò Alberto.

Lei si piegò e chinò il capo e prima un piede e poi l'altro lo infilò, mentre lui scattava foto e lo tirò su fino a indossarlo. Quando lo ebbe addosso Esclamò: “Diooo … è ridottissimo!! Guarda... escono fuori tutti i peli dai margini inguinali!” piegando il capo in avanti osservandosi se lo sistemò dicendo “Ma come fanno a indossare questo intimo? ...Praticamente è come essere nude sotto, è come se non ci fosse!”

Tirò su la testa  e spettinata e accaldata lo guardò ancora.

“Sei molto bella ed erotica, invece…” dichiarò Alberto ammirandola.

“Ehhhh siii! ...Figurati! ...Conciata così!” rispose lei

Alberto si avvicinò, prese la sua mammella tra la mano e le baciò il capezzolo leccandolo.

Daniela ebbe un fremito. Suo malgrado era eccitata da quella situazione di essere fotografata e provare indumenti hard. Guardò ancora il suo uomo ma non disse nulla, se lo lasciò leccare e succhiare fremendo.

Lui le passò il reggiseno burlesque e mentre Daniela lo prendeva e infilava le spalline per le braccia, scattò altre foto.

Sentendo i click e vedendo i flash lei lo fissò seria “Guarda che poi cancelli tutto!!” gli disse.

“Certo!!“rispose lui:” Lo farai tu stessa così vedrai. Ti lascerò lo smartphone sul tavolo.”

Daniela mise il reggiseno burlesque e lui glielo agganciò dietro. Fece qualche passo

Indietro guardandoselo e abbassando la testa esclamò:” Diooo ho tutto il seno fuori. Guarda! Non riesce a coprire neanche i capezzoli. Sono scandalosa!”

“Sei bellissima e molto erotica invece amore” le rispose Alberto “Sei la mia modella preferita e io voglio essere il tuo fotografo personale” e sorrise.

Quasi come se fosse un rito, una vestizione sacrificale, le passò il reggicalze che lei prese in mano impacciata e non sapeva quasi mettere non avendolo mai indossato, non facendo parte della sua lingerie personale quell’accessorio. La aiutò lui e lo agganciò alla vita. Poi prese dalla scatola le calze nere con balza ricamata in rilievo e la porse. Daniela si sedette sulla sedia, arrotolò sulle mani le calze infilandole nelle dita dei piedi, srotolandole le tirò su al polpaccio, poi alle ginocchia e poi alle cosce e le calzò una gamba alla volta. Si alzò in piedi e da sola le agganciò alle clip delle bretelline del reggicalze e  le assestò con cura stirandole con le mani per  eliminare le pieghe.

“Brava!” esclamò Alberto fotografandola ancora “Sei stupenda! Meravigliosa!”

Si avvicinò e la baciò nuovamente sul collo e sulle labbra, allungando la mano sulla figa sentendola umida e palpitante.

“Sei eccitata anche tu amore… ti piace essere fotografa nuda e mezza nuda!” le mormorò sorridendo.

Era eccitata anche lei …e seppur contraria non diceva niente poiché le piaceva quel gioco.

“Stai così che ti faccio un’altra foto” disse

Lei ferma e dritta con calze, reggicalze e un minuscolo triangolo di tessuto che non riusciva a coprire la sua folta peluria sessuale e il reggiseno che a stento tratteneva le grosse mammelle lasciando fuori i capezzoli, si lasciò fotografare ancora una, due, tre volte.

“Basta adesso dai!!” Esclamò infastidita dai flash Daniela.

“Si! Vieni!... Guardati come sei bella.” Disse Alberto. Accese tutte le luci e la portò davanti allo specchio all’ingresso della casa.

” Guardati come sei bella Daniela!” ripeté.

Quando lei si vide riflessa esclamò “Dioo mioo!... Ma sono io?? “

“Si… certo, sei tu! Bella ed erotica.” Rispose lui soddisfatto.

“Sembro! ...Sembro!... “Daniela non riusciva a finire la frase.

“Una puttana!” Concluse Alberto abbracciandola da dietro e baciandola sul collo, precisando:” La mia puttana!”

Mentre lei si osservava, lui aprì di scatto la porta d'entrata mostrandola alla luce accesa del corridoio e della scala di casa e ai suoi rumori e vociare nelle rampe sottostanti.

Daniela si girò di scatto portandosi le mani sul pube, piegandosi leggermente in avanti flettendo le gambe.

“Chiudi!!... chiudi Alberto!!...Che fai sei pazzo?... Mi vedono!!” esclamò agitata.

“Si sono pazzo di te e lo sai!” rispose lui” E non mi importa se ti vedono, perché tu sei mia… solo mia!”

E riprese ad abbracciarla, baciarla ed accarezzarla sulle braccia e sulla schiena con la porta aperta della loro casa. In quel momento la luce della scala si spense e lei si rassicurò capendo che non c’era nessuno.

E mentre Alberto la baciava in bocca ricambiato da lei eccitata, di colpo si riaccese di nuovo e si sentì una porta al piano superiore chiudere e dei passi che scendevano gli scalini. Lei si staccò da Alberto e ansimante ripeté” Chiudi!... Chiudi! Sta arrivando qualcuno!”

E mentre i passi nella scala si avvicinavano, prima che lei potesse fuggire, tenendola per un braccio chiuse la porta tirandola a sé e limonandola ancora. Intanto quei passi, forse di un uomo che fece un colpo di tosse, passarono dietro alla loro porta e la persona continuò a scendere dando una scarica enorme di adrenalina a tutte e due.

Daniela era sudata, ansimante ed eccitata.

Lui la portò velocemente nel soggiorno e la spinse sull’ampio divano e mentre lei eccitata lo guardava, lui iniziò a spogliarsi, tolse gli slip restando nudo completamente con il cazzo duro, fuori, eretto e oscillante davanti a sé.

Daniela lo osservava in modo diverso.

“Bacialo! “esclamò all’improvviso Alberto in tono quasi autoritario. Lei esitò, non lo aveva mai fatto nemmeno con il suo ex marito, riteneva ciò immorale e schifoso quell'atto orale. Ma lui allungò il braccio e la prese per i capelli tirandola dolcemente a sé con lui in piedi e lei seduta sul bordo del divano.

“Succhialo!!” Esclamò ancora “Su prova!... Inizia!” Gli stava dando degli ordini e lei inconsciamente subiva il suo modo di comportarsi e ubbidiva e istintivamente abbassandosi sul glande iniziò a baciarlo e leccarlo.

” Succhialo bene, fammi un bel pompino! Devi prenderlo bene tutto in bocca. Devi imparare” le mormorò volgarmente trattandola come una donnaccia.

Sospinta dalla sua mano dietro la nuca Daniela lo fece, lo baciò e succhiò, gli fece un pompino, il primo della sua vita, per quanto sapesse e riuscisse fare. Alberto se lo fece succhiare un po' sulla cappella, poi la staccò, e la baciò in bocca.

“Ora direttrice!” disse ridendo “Sdraiati bene e allarga le gambe” e si mise tra loro.

Per Daniela era fare un amore diverso dal solito, senza dolcezza, trasgressivo, ma a lei piaceva scoprendo che quel modo di fare sesso l'appagava.

Il suo uomo le fece togliere il reggiseno burlesque e con un colpo di mano gli strappò quel minuscolo e osceno triangolino di stoffa che le copriva la figa e affondò le dita tra i suoi folti peli, le accarezzò la figa dicendo” Sei tutta bagnata!... Ti piaceva stare sulla porta aperta per farti vedere ... ti piace il rischio? Pensa se la persona del piano di sopra ti avesse visto in quello stato…”

Lei ansimante non rispondeva lasciava che lui la baciasse e toccasse.

Sdraiati sul divano, sentì la cappella di Alberto puntare sulla sua fessura vulvare, spingere tra le sue grandi labbra e penetrarla, ricambiando col desiderio di averlo, in un sussulto del suo bacino a riceverlo più a fondo.

Si strinsero in un amplesso selvaggio, eccitati da quello che era successo, dal pericolo scampato e Daniela dall'adrenalina che le girava in corpo. Si amarono in un rapporto peccaminoso, passionale e pieno di lussuria. Quel loro amore da dolce era diventato trasgressivo. Dopo colpi profondi e veloci in vagina, Alberto lo tirò fuori riversando il suo sperma sul ventre di lei che fremente lo toccò con le dita.

Al termine spossata e sdraiata chiuse gli occhi e si lasciò andare in quel momento di estasi peccaminosa.

Dopo un abbraccio e un bacio sulle labbra, lui si alzò lasciandola felice a rilassarsi.

“Vado in bagno a urinare! “disse e nel passare vicino al tavolino del salotto, senza che lei lo vedesse, prese lo smartphone e lo portò con sé in bagno e manovrando con abilità copiò tutte le fotografie che le aveva fatto a Daniela in una nuova cartellina. Fu velocissimo ed in poche mosse le inviò al suo indirizzo di posta elettronica.

E mentre tutti quei mega byte partivano e si trasferivano con il tempo che occorreva, urinò e tirò l'acqua, facendole sentire lo scroscio, si assicurò che il trasferimento fosse terminato, tornò indietro e ripose lo smartphone sul tavolino dov'era prima.

In camera si chinò ancora su di lei sdraiata e la baciò. “Visto! È stato bello. Più bello delle altre volte! Vero?” chiese.

Lei annui con il capo precisando: “Però non mi piace farlo così, non è morale.”

“Su... su!... Siamo solo io e te, è un gioco di coppia, in migliaia li fanno, un po' di trasgressione, di adrenalina ci vuole, dopo l’amore sono il sale del rapporto” aggiungendo” Anche le fotografie sono un gioco”

Poi fingendo di ricordare in quel momento esclamò: “A proposito! ...”

Si avvicinò al tavolo prese il suo smartphone e lo porse.

“Ecco !!...Tieni!... Cancellale tutte, ma prima guardiamole” le disse accarezzandola sul viso e sedendosi affianco a lei. Daniela le osservò sul display facendole scorrere lentamente.

“Oddio!!“esclamò. “Sono oscena scandalosa. Dioo mioo!!... In queste sono nuda… qui si vede il sedere!... Ma ce lo così grosso? “esclamò stupita.

“No amore! Le fotografie elettroniche deformano e ingrandiscono le parti” rispose falsamente lui e risero entrambi.

” Comunque ce l’hai molto bello e desiderabile, credimi!”

“Stupido!” rispose lei impacciata con un sorriso compiaciuto.

Le osservarono e commentarono ridendo poi lui la esortò” Dai cancella tutto così siamo tranquilli!”

Con movimenti lenti ma precisi Daniela premette il pulsante di seleziona e elimina, finché comparve la didascalia: “Vuoi cancellare tutto?”

Premette ancora ok con il pulsante e sparirono tutte le sue immagini indecenti e scandalose.

“Hai visto? “disse falsamente Alberto sorridendo e abbracciandola “È servito solo per eccitarci un po’. Ora sono svanite, non ci sono più, distrutte”

Felice Daniela si alzò dal divano e andò in bagno a lavarsi, poi guardarono un po' di tv seduti vicino una all’altro stanchi e spossati.

Quelle fotografie erano finite tutte sul computer di Alberto e l’uso che ne avrebbe fatto sarebbe stato perfido.

Quella sera con lei ignara l'aveva iniziata, le aveva fatto compiere il primo passo e lei aveva sceso il primo gradino di quella scala che l'avrebbe portata alla perversione e alla sottomissione.

Si addormentarono, la mattina dopo doveva essere in banca.

 

 

 

 

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